I roghi che negli ultimi giorni sono tornati a sferzare il territorio calabrese hanno riproposto con urgenza il tema della gestione e della messa in sicurezza del patrimonio boschivo regionale. Nelle prime e complesse operazioni di contenimento e spegnimento dei focolai sono stati massicciamente impiegati gli operai idraulico-forestali dell’azienda d’ufficio Calabria Verde, figure professionali che nel corso degli anni hanno strutturato competenze e conoscenze specifiche nel servizio Anticendio Boschivo (AIB). La nuova stagione si apre quest’anno nel solco di una profonda transizione tecnologica introdotta dalla Regione, volta a digitalizzare le attività di contrasto ai reati ambientali e alle fiamme attraverso una mappatura dinamica dei rischi.
“Le innovazioni del Piano AIB 2026, il potenziamento della piattaforma digitale per una lettura integrata e dinamica dei dati territoriali, l’attività di monitoraggio con droni a decollo automatico, sensori meteorologici e intelligenza artificiale, rappresentano strumenti utili per realizzare strategie di prevenzione, controllo e intervento più efficienti”.
Il fattore umano e lo spopolamento della forza lavoro sul territorio
La transizione tecnologica e l’introduzione di strumenti d’avanguardia non possono tuttavia sostituire l’apporto della manodopera sul terreno, elemento giudicato imprescindibile dalle sigle sindacali per garantire la tenuta del sistema. Per i vertici confederali e di categoria, la tutela del territorio calabrese si fonda sulla combinazione tra innovazione e presidio fisico, una condizione oggi messa a rischio da una dinamica demografica interna che penalizza la continuità delle mansioni.
“Per la CISL Calabria e per la FAI CISL Calabria – dichiarano i Segretari Generali Giuseppe Lavia e Francesco Fortunato – un modello virtuoso di prevenzione degli incidenti non può prescindere da un’azione efficace di cura del territorio, rispetto alla quale è fondamentale l’attività svolta dai lavoratori idraulico-forestali, fisicamente presenti sul territorio. Purtroppo – prosegue la nota – il numero degli addetti idraulico forestali in Calabria è in picchiata drastica, la stragrande maggioranza supera i 60 anni di età , una contrazione continua, che determina l’assottigliamento progressivo di una forza lavoro fondamentale per una corretta gestione del territorio, per un servizio AIB virtuoso, per la realizzazione delle attività di prevenzione e di pronto intervento, preso a riferimento anche dalla protezione civile nazionale”.
La richiesta di assunzioni urgenti per le aree interne della regione
La forte contrazione dell’organico, determinata dal blocco delle assunzioni e dal contestuale collocamento a riposo per limiti di età di centinaia di operai, rischia di esporre i territori a maggiore densità boschiva a gravi vulnerabilità nel corso dell’estate. I sindacati individuano nello sblocco dei concorsi e nell’inserimento di nuove leve non solo una necessità legata alla protezione civile, ma anche una leva di contrasto socio-economico alla desertificazione demografica delle comunità montane e collinari.
“Per queste ragioni, non è più rinviabile l’avvio di un turnover, l’assunzione di nuovi lavoratori idraulico-forestali, anche stagionali, partendo dalle aree interne a maggiore indice di boscosità e dai quei territori nei quali operano solo pochissimi lavoratori idraulico-forestali, per via dei pensionamenti e del blocco contestuale delle assunzioni. Misure simili si traducono, tra l’altro, in un modo concreto per creare opportunità occupazionali anche per i giovani che vivono in aree interne colpite da spopolamento. Non si può costruire un modello virtuoso di forestazione multifunzionale, tenendo conto delle tre “P” – prevenzione, protezione, produzione – senza forza lavoro qualificata, presente sul territorio per un pronto intervento immediato, che riduce e argina il propagarsi degli incendi”.








