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22 Aprile 2026
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Lavoro povero, bassi salari, inflazione e… autonomia differenziata: mix mortale per le famiglie calabresi

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Le ultime rilevazioni effettuate dal Centro Studi delle Camere di Commercio “Guglielmo Tagliacarne”, relegano la Calabria in terzultima posizione nel rapporto tra risparmio e reddito delle famiglie in una classifica che prende in esame l’anno 2022. Su base provinciale Cosenza è quella che ha più propensione al risparmio con il 6,5% ma è solo 81esima su scala nazionale. Più staccate le altre province con Crotone ultima con appena il 4,6%. Se nell’Italia settentrionale la propensione al risparmio è dell’11% scendendo di latitudine, il valore è pressoché dimezzato riducendosi al 6,4%. Questo è il dato saliente.

Perché al Sud si risparmia meno e non si riesce a mettere da parte un po’ del proprio reddito? Lo spiega il sindaco di Cinquefrondi e consigliere metropolitano di Reggio Calabria Michele Conia: “Se il reddito familiare al Sud è di circa il 32% inferiore a quello del Centro-Nord i motivi sono presto detti. Le famiglie fanno difficoltà ad accantonare dei risparmi per le necessità future a causa del basso tasso di occupazione, del reddito da lavoro povero e saltuario e per l’impennata dell’inflazione che ha ridotto il potere d’acquisto, inversamente proporzionale alla crescita dei salari. Se il Sud continua a mostrare in maniera consistente budget familiari più ristretti del Nord, conseguentemente anche i comportamenti di spesa delle famiglie saranno più prudenti riflettendosi anche nel tempo libero: meno vacanze e meno intrattenimento. Ma non solo, si tira la cinghia anche sui prodotti alimentari a causa della brusca accelerazione dei prezzi di questi beni a cui corrisponde una frenata dei consumi delle famiglie”.

Perché al Sud si risparmia meno e non si riesce a mettere da parte un po’ del proprio reddito? Lo spiega il sindaco di Cinquefrondi e consigliere metropolitano di Reggio Calabria Michele Conia: “Se il reddito familiare al Sud è di circa il 32% inferiore a quello del Centro-Nord i motivi sono presto detti. Le famiglie fanno difficoltà ad accantonare dei risparmi per le necessità future a causa del basso tasso di occupazione, del reddito da lavoro povero e saltuario e per l’impennata dell’inflazione che ha ridotto il potere d’acquisto, inversamente proporzionale alla crescita dei salari. Se il Sud continua a mostrare in maniera consistente budget familiari più ristretti del Nord, conseguentemente anche i comportamenti di spesa delle famiglie saranno più prudenti riflettendosi anche nel tempo libero: meno vacanze e meno intrattenimento. Ma non solo, si tira la cinghia anche sui prodotti alimentari a causa della brusca accelerazione dei prezzi di questi beni a cui corrisponde una frenata dei consumi delle famiglie”.

Infatti dal 2014 al 2022, si legge nel report, l’incidenza della spesa media mensile per prodotti alimentari nel Sud è passata dal 21,7% al 23,5% sul totale degli acquisti. Ma non c’è da sorprendersi secondo il sindaco di Cinquefrondi: “L’inflazione erode sempre più i redditi con una progressiva perdita di potere d’acquisto, spingendo verso la soglia della povertà un numero enorme di cittadini e cittadine che non riescono più ad affrontare le spese quotidiane, a pagare l’affitto, rinunciando persino a curarsi. La fragilità economica è stata causata anche dall’aumento generalizzato dei prezzi arrivando all’assurdo paradosso – spiega il primo cittadino – per cui le famiglie, nel 2023, pur riducendo i consumi, si sono ritrovate a spendere un + 9% rispetto all’anno precedente. Sono convinto che le sacche di povertà e i fenomeni di vulnerabilità sociale ed economica si accentueranno con l’irricevibile progetto di Autonomia differenziata, calendarizzato alla Camera a partire dal prossimo 11 giugno”. 

L’autonomia differenziata potrebbe rappresentare l’autentico colpo di grazia per il Sud e, in particolare, per le famiglie calabresi: “La condizione delle famiglie è lo specchio di un Paese sempre più diseguale, con divari macroscopici che non potranno che ampliarsi sensibilmente dopo l’approvazione del DDL Calderoli. Noi non ci rassegniamo – conclude il sindaco Conìa – e proseguiremo le azioni di lotta pacifica e che la Costituzione ci consente accanto ai  Comitati  territoriali per il ritiro di ogni autonomia differenziata. Se il DDL Calderoli dovesse essere approvato, avanziamo fin da ora la richiesta di impugnazione della legge davanti alla Corte costituzionale da parte delle singole Regioni e il referendum abrogativo se sarà dichiarato ammissibile”.

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