Il rimborso Irpef è, in sostanza, la restituzione di una quota di imposta che il contribuente ha versato in eccesso nel corso del 2024. Questa eccedenza si genera quando le agevolazioni fiscali (come detrazioni per spese sanitarie, interessi su mutui ipotecari, familiari a carico, o altre voci di spesa deducibili o detraibili) superano l’ammontare dell’imposta effettivamente dovuta. In pratica, se hai pagato più tasse di quanto avresti dovuto, lo Stato ti restituisce la differenza. Per i lavoratori subordinati e i percettori di pensione che hanno un sostituto d’imposta, il rimborso avviene automaticamente, solitamente accreditato direttamente in busta paga o sul cedolino pensionistico. Chi invece è sprovvisto di sostituto d’imposta (come lavoratori autonomi o disoccupati) riceverà il rimborso direttamente dall’Agenzia delle Entrate tramite bonifico bancario o assegno postale.
Quando arrivano i rimborsi: un calendario dettagliato
Le tempistiche per l’arrivo del rimborso Irpef non sono fisse, ma dipendono principalmente dalla data di presentazione del Modello 730/2025 e dalla categoria del contribuente. Per chi ha un sostituto d’imposta, il calendario è il seguente: Dichiarazione inviata entro il 31 maggio: Rimborso a luglio (per i pensionati, ad agosto); Dichiarazione inviata dal 1° al 20 giugno: Rimborso ad agosto (per i pensionati, a settembre); Dichiarazione inviata dal 21 giugno al 15 luglio: Rimborso a settembre (per i pensionati, a ottobre); Dichiarazione inviata dal 16 luglio al 31 agosto: Rimborso a ottobre (per i pensionati, a novembre); Dichiarazione inviata dal 1° al 30 settembre: Rimborso da novembre in poi (per i pensionati, a dicembre).
Come funziona per i lavoratori subordinati e chi è escluso
Per i lavoratori subordinati, una volta presentata la dichiarazione (tramite CAF o professionista), il contribuente riceve una copia del Modello 730-3 (prospetto di liquidazione). L’invio all’Agenzia delle Entrate deve avvenire entro il 30 settembre, con scadenze intermedie specifiche per l’invio da parte degli intermediari (ad esempio, 23 luglio per le dichiarazioni presentate dal 21 giugno al 15 luglio). Non tutti, però, ottengono il rimborso tramite il Modulo 730. Sono esclusi da questa modalità i contribuenti che devono presentare il Modello Redditi Persone Fisiche (Pf), come ad esempio chi percepisce unicamente redditi da lavoro autonomo con Partita Iva.
Chi non ha il sostituto d’imposta: tempistiche e controlli
Se non si ha un sostituto d’imposta, le tempistiche per ricevere il rimborso IRPEF variano in base all’importo del credito: in caso di crediti inferiori a 4 mila euro: Il rimborso verrà erogato a partire da dicembre 2025; in caso di crediti superiori a 4 mila euro: Il Fisco potrebbe effettuare controlli preventivi. In questo caso, l’accredito potrebbe essere posticipato fino a marzo 2026.
Gestione delle rateizzazioni e acconti
In caso di rateizzazione dei versamenti di saldo e degli eventuali acconti, il sostituto d’imposta opera la ritenuta della prima quota. Le restanti rate, incrementate di un interesse dello 0,33% mensile, saranno prelevate dalle retribuzioni nei mesi successivi. Se la retribuzione è insufficiente per il pagamento delle imposte (o degli importi rateizzati), il datore di lavoro trattiene la porzione rimanente, maggiorata di un interesse dello 0,4% mensile. A novembre si procede alla decurtazione delle cifre dovute a titolo di seconda o unica rata di acconto per Irpef e cedolare secca. Qualora il contribuente desideri che la seconda o unica rata di acconto sia prelevata in misura inferiore o non venga effettuata (ad esempio, per un’aspettativa di minori imposte dovute nell’anno seguente), è necessario notificarlo per iscritto al sostituto d’imposta entro il 10 ottobre, specificando l’importo corretto sotto la propria responsabilità.









