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3 Giugno 2026
3 Giugno 2026
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Resilienza idrica, la Calabria modello europeo: Montuoro presenta le buone pratiche a Visby

L'assessore all'Ambiente protagonista al forum CPMR in Svezia: "La nostra riforma di sistema, voluta da Occhiuto, è un esempio di governance integrata riconosciuto a livello continentale"

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La Regione Calabria si conferma protagonista nel dibattito europeo sulle politiche per la sostenibilità. L’assessore regionale all’Ambiente, Antonio Montuoro, ha aperto a Visby, nell’isola svedese di Gotland, i lavori della seconda sessione del seminario tematico della Conferenza delle Regioni Marittime e Periferiche (CPMR). L’incontro, dedicato alla resilienza idrica a un anno dall’approvazione della Water Resilience Strategy dell’Unione Europea, ha visto confrontarsi oltre 150 regioni europee.

Dalle strategie ai risultati concreti

Nel suo intervento, Montuoro ha sottolineato l’urgenza di declinare gli obiettivi comunitari in azioni operative sui territori.
“L’acqua non è soltanto una questione ambientale, ma una priorità strategica per la coesione territoriale, la competitività economica e la sicurezza delle comunità”, ha dichiarato l’assessore, indicando nella governance multilivello, nella qualità degli investimenti e nella semplificazione amministrativa le leve fondamentali per gestire la risorsa idrica di fronte alla crisi climatica.

Il modello Calabria sotto i riflettori

Il cuore dell’intervento di Montuoro si è concentrato sulle riforme attuate dalla Regione Calabria, presentate come un vero e proprio caso studio di successo.
“La Calabria ha scelto di affrontare queste sfide con una riforma di sistema, attraverso un modello di governance integrata, fortemente voluta dal presidente Roberto Occhiuto, che oggi rappresenta una buona pratica riconosciuta anche a livello europeo”.
L’assessore ha illustrato nel dettaglio gli strumenti che rendono il sistema calabrese all’avanguardia come l’Autorità Idrica Regionale unica: un modello di gestione integrata che permette di ottimizzare le risorse e le competenze; la Prevenzione e difesa: focus costante sugli interventi per la difesa delle coste e il contrasto ai rischi idrogeologici; la Capacità amministrativa: l’enfasi non è solo sui finanziamenti, ma sulla necessità di programmazione, visione e supporto tecnico agli enti locali.
L’iniziativa in terra svedese rappresenta un momento di confronto decisivo per i territori mediterranei, sempre più esposti agli impatti estremi del cambiamento climatico, dove la capacità di passare dalla teoria alla pratica diventa un fattore essenziale per la sopravvivenza e lo sviluppo.

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