4 Luglio 2026
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Morte dei braccianti ad Amendolara, la Fai Cisl in Commissione: “Serve una rete stabile contro lo sfruttamento”

Audizione sulle condizioni di lavoro, sindacato presenta un documento: “La repressione non basta, serve prevenzione e legalità strutturata”

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Si è svolta ieri ad Amendolara l’audizione della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, dedicata allo sfruttamento e alla sicurezza nei luoghi di lavoro, presieduta da Chiara Gribaudo. L’iniziativa è stata convocata in seguito alla morte di quattro braccianti agricoli immigrati, un episodio che ha riportato al centro del dibattito il tema del caporalato e delle condizioni del lavoro agricolo nel territorio.

Nel corso della seduta è intervenuto anche il segretario della FAI CISL Cosenza, Antonio Pisani, che ha consegnato alla Commissione un documento articolato con proposte operative per il contrasto allo sfruttamento lavorativo nel settore agricolo.

Il sindacato: “La repressione non basta”

Nel documento presentato alla Commissione viene sottolineato come il contrasto al caporalato non possa essere affidato esclusivamente agli strumenti repressivi, ma debba poggiare su un impianto più ampio fondato su prevenzione, legalità, formazione e organizzazione trasparente del lavoro.

La posizione sindacale insiste sulla necessità di rafforzare gli strumenti già esistenti, rendendo il sistema agricolo più capace di intercettare e prevenire le forme di intermediazione illegale nella gestione della manodopera.

Rete del lavoro agricolo e trasporti: i nodi centrali

Tra le priorità indicate dalla FAI CISL figura il potenziamento della Rete del Lavoro Agricolo di Qualità e della bilateralità agricola, considerate leve fondamentali per sostenere le imprese regolari e ridurre lo spazio d’azione dell’intermediazione illecita.

Particolare attenzione viene riservata al tema della mobilità dei lavoratori stagionali. Nel documento viene proposta l’istituzione di un “Biglietto Unico Agricolo”, con tariffe agevolate o gratuite e servizi dedicati nelle fasce orarie legate ai turni nei campi, con l’obiettivo di garantire spostamenti sicuri e regolari.

Abitare e lavoro: il superamento dei ghetti

Un ulteriore punto centrale riguarda le condizioni abitative dei lavoratori agricoli. La proposta sindacale punta al superamento dei ghetti attraverso un modello di accoglienza diffusa, basato sul recupero di immobili pubblici inutilizzati e di beni confiscati alla criminalità organizzata.

Accanto a questo, viene indicata la necessità di strumenti che facilitino l’accesso regolare alle locazioni per i lavoratori stagionali, riducendo le condizioni di marginalità che spesso alimentano fenomeni di sfruttamento.

Controlli e applicazione della legge 199/2016

Sul fronte dei controlli, il sindacato richiama la piena applicazione della Legge 199/2016, con il rafforzamento degli organici ispettivi e una maggiore capacità di vigilanza nei periodi di raccolta più intensi.

L’obiettivo indicato è quello di rendere la prevenzione efficace quanto la repressione, soprattutto nei momenti in cui il fabbisogno di manodopera aumenta e il rischio di sfruttamento si intensifica.

La proposta di un tavolo permanente

Tra le misure avanzate figura anche l’istituzione di un Tavolo Permanente Provinciale, con il coinvolgimento di Prefettura, Regione, Ispettorato del Lavoro, Inps, Inail, sindacati, associazioni datoriali ed enti del terzo settore. L’obiettivo è costruire un sistema stabile di monitoraggio e intervento sul fenomeno del caporalato, soprattutto nei periodi di maggiore pressione occupazionale.

Le parole dei sindacati

In una dichiarazione congiunta riportata nel documento, i segretari generali Michele Sapia e Antonio Pisani affermano: “Il contrasto al caporalato sarà efficace soltanto attraverso la responsabilità e la capacità di fare rete tra tutti i soggetti coinvolti. Occorre evitare generalizzazioni che rischiano di colpire indiscriminatamente l’intero comparto agricolo in provincia di Cosenza, dove operano numerose aziende sane che rispettano la legge e i contratti, ma che subiscono una concorrenza sleale da parte di chi opera nell’illegalità”.

E ancora: “Quanto accaduto ad Amendolara e in altri contesti del territorio, come i recenti incendi a Schiavonea in Corigliano Rossano, evidenzia un malessere sociale che richiede maggiore confronto e contrattazione sul tema del lavoro povero e della carenza di manodopera, oltre a risposte strutturali sui servizi e sul monitoraggio dei fenomeni di sfruttamento”.

Infine:  “La lotta al caporalato deve essere una priorità. Servono strumenti concreti, prevenzione, controlli efficaci e una rete di servizi che metta al centro la persona, il lavoro dignitoso e la sicurezza”.

Il quadro istituzionale

La Commissione parlamentare, presieduta da Chiara Gribaudo, ha raccolto nel corso dell’audizione contributi e proposte provenienti dal territorio, nell’ambito dell’inchiesta nazionale sulle condizioni di lavoro e sullo sfruttamento nel settore agricolo.

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