8 Settembre 2026
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Pensioni a 64 anni, stipendi più alti e flat tax a 100mila euro: Giorgetti accende la manovra 2027

Il ministro dell'Economia anticipa le possibili misure della prossima legge di bilancio: incentivi fiscali sugli aumenti di stipendio e nuove ipotesi sul fronte previdenziale

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La prossima legge di bilancio potrebbe puntare anche sul rafforzamento delle retribuzioni. A delineare una delle possibili direttrici della manovra 2027 è il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, intervenuto all’iniziativa della Lega “In tua difesa – verso la finanziaria 2027”.

L’idea illustrata dal ministro è quella di introdurre un vantaggio fiscale per le imprese che aumentano gli stipendi, con un’attenzione particolare ai lavoratori più giovani. Una forma di tassazione agevolata sugli incrementi salariali potrebbe infatti accompagnare gli aumenti decisi dalle aziende.

Secondo Giorgetti, la misura dovrebbe servire anche a contrastare la perdita di potere d’acquisto provocata dall’inflazione, arrivata al 3,3%, ma anche a rendere più conveniente per i giovani restare in Italia.

Flat tax, la Lega punta alla soglia dei 100mila euro

Sul fronte fiscale torna inoltre sul tavolo l’ipotesi di un ulteriore ampliamento della flat tax per le partite Iva.

Attualmente il regime agevolato con aliquota al 15% riguarda i redditi entro 85mila euro. La Lega da tempo propone di portare il limite a 100mila euro e Giorgetti ha confermato che l’ipotesi è tra quelle che il governo potrebbe valutare.

Il ministro ha parlato della necessità di superare quello che considera un limite “piuttosto astruso” imposto a livello europeo, sottolineando però che la questione dovrà essere affrontata attraverso un confronto con l’Europa.

La proposta arriva in un contesto politicamente delicato, anche considerando che il 2027 sarà l’anno delle elezioni politiche. Sul tema resta inoltre aperta la questione dell’equità fiscale tra autonomi e lavoratori dipendenti.

Pensioni, l’ipotesi dell’uscita a 64 anni

Tra gli interventi evocati dal ministro trova spazio anche il tema previdenziale. Giorgetti guarda con attenzione alla proposta della Lega per consentire il pensionamento a 64 anni, con l’obiettivo di intervenire su una differenza tra chi ha iniziato a lavorare prima del 1996 e chi ha cominciato successivamente.

L’ipotesi, ha spiegato il ministro, punta a “correggere una distorsione” presente nel sistema. Ma qualsiasi intervento dovrà essere compatibile con la sostenibilità finanziaria nel lungo periodo.

Il tema pensionistico si inserisce così tra le possibili misure della prossima manovra, insieme agli interventi fiscali e alle politiche per sostenere i redditi.

Banche, Giorgetti frena sulla stretta agli extraprofitti

Più cauta è invece la posizione del ministro sulla proposta leghista di aumentare il prelievo sulle banche.

L’ipotesi avanzata dalla Lega prevede un contributo del 5% sugli utili degli istituti, che potrebbe garantire secondo le stime del partito tra i 2 e i 3 miliardi di euro da destinare al sostegno di famiglie e imprese alle prese con il caro-energia e al rafforzamento della sicurezza.

Giorgetti, tuttavia, non si è sbilanciato sulla misura. Il ministro ha sostenuto che il modo più efficace per ridurre rendite ed extraprofitti sarebbe quello di aumentare la concorrenza nel sistema bancario.

E proprio sul livello di competizione tra gli istituti ha posto una domanda: “C’è competizione tra le banche nell’andare a offrire all’imprenditore delle condizioni di affidamento o nel trasferimento di un conto corrente di un pensionato?”.

Caro-energia e vincoli europei sullo sfondo

Le scelte della prossima manovra dovranno essere inserite in un quadro economico ancora condizionato dal caro-energia. Il petrolio si mantiene vicino ai 100 dollari, mentre il gas ha raggiunto quota 75 euro.

A pesare sono anche i vincoli di bilancio europei, il livello del debito pubblico e le turbolenze che stanno interessando i mercati internazionali, con particolare attenzione agli Stati Uniti e al Giappone.

Proprio sul rapporto con l’Europa Giorgetti ha richiamato la possibilità di utilizzare la maggiore flessibilità concessa per alcune spese legate a difesa ed energia, risorse che potrebbero contribuire a finanziare gli interventi della prossima legge di bilancio.

Il ministro ha inoltre ricordato la proposta avanzata in Europa per azzerare le commissioni sui micropagamenti fino a 10 euro effettuati con l’euro digitale.

Giorgetti: “La barca è in acque sicure”

Nel suo intervento il ministro ha rivendicato la solidità della posizione raggiunta dall’Italia. “La barca” sarebbe stata portata, secondo Giorgetti, “in acque sicure”, nonostante le turbolenze che attraversano i mercati internazionali.

Una prudenza che si lega anche al tema del debito pubblico. Giorgetti si è definito ancora una volta “sovranista”, spiegando di intendere il termine come difesa degli interessi degli italiani.

La priorità, ha sottolineato, è evitare che l’enorme debito accumulato possa trasformarsi in una forma di dipendenza dai mercati. Da qui la necessità di muoversi, secondo il ministro, “nell’ambito del principio di realtà”, senza dimenticare che i rischi restano sempre possibili.

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