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10 Maggio 2026
10 Maggio 2026
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Rincari Nord–Sud, l’allarme del Cnddu: “Docenti penalizzati. Spostarsi verso la Calabria sta diventando impossibile”

Tariffe alle stelle e treni saturi: migliaia di insegnanti del Sud, in particolare calabresi, rischiano di non poter tornare a casa per Natale

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Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU) esprime profonda preoccupazione “per la situazione ormai insostenibile che coinvolge migliaia di insegnanti di ruolo costretti a vivere lontano dalle proprie famiglie. Con l’avvicinarsi delle festività natalizie 2025/2026, il diritto al rientro nelle province del Sud Italia, e soprattutto verso la Calabria, si sta trasformando in un percorso proibitivo tra rincari continui e scarse possibilità di viaggio”.

Voli e treni fuori portata: i numeri dei rincari

Le tariffe applicate da Ryanair sulle tratte Nord–Sud hanno raggiunto livelli allarmanti. Per il 20 dicembre, volare da Milano Malpensa verso Palermo costa tra 175 e 220 euro, mentre verso Catania si toccano punte tra 250 e 270 euro. Da Milano Bergamo a Palermo si arriva a 236 euro, verso Trapani oltre 170 euro, da Torino a Palermo più di 200 euro, da Pisa oltre 130 euro. Andamenti simili riguardano i collegamenti verso Reggio Calabria, Lamezia Terme, Crotone, Cagliari e Bari, con costi giudicati ben oltre la sostenibilità economica di un docente. “Una situazione aggravata da una rete ferroviaria che non offre soluzioni alternative: alta velocità esaurita, disponibilità ridotte, tempi di viaggio incompatibili con gli orari scolastici e prezzi elevati”, aggiunge il Cnddu.

Stress psicologico e costi doppi: andare e tornare è un lusso

Lo stesso scenario è previsto anche per gennaio, quando gli insegnanti dovranno rientrare nelle sedi di servizio. “Per molti docenti calabresi, questa doppia penalizzazione – all’andata e al ritorno – si traduce in ansia, difficoltà economiche e notevoli disagi organizzativi. Un rientro familiare che dovrebbe rappresentare un momento di serenità si trasforma in una fonte di stress e frustrazione, con impatti significativi sul benessere personale” dicono ancora dal Coordinamento.

La richiesta: calmierare i prezzi e garantire una vera mobilità

Il CNDDU ribadisce “che questa emergenza non può più essere derubricata a semplice dinamica di mercato. È necessario un intervento pubblico che riconosca la mobilità come un diritto essenziale del lavoratore.  Tra le misure proposte: l’introduzione di una tariffa sociale stabile per il personale scolastico fuori sede, meccanismi di calmierazione dei prezzi, corse straordinarie nei periodi critici e un concreto potenziamento dell’offerta di trasporto. Un punto chiave è il rafforzamento della continuità territoriale, da estendere non solo alle isole ma anche alle aree più penalizzate del Mezzogiorno, con particolare riferimento alla Calabria”.

Trasparenza e tutela dei diritti: l’appello ai ministeri

Il CNDDU si rivolge al Ministero dell’Istruzione e del Merito e al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, chiedendo un tavolo permanente che monitori l’andamento dei prezzi e renda trasparenti i meccanismi del dynamic pricing. “Non chiediamo privilegi – sottolinea il presidente Romano Pesavento – ma un principio elementare di giustizia: chi educa le nuove generazioni non può essere costretto a scegliere tra lavoro e famiglia”. Il Coordinamento conferma che continuerà a vigilare affinché la mobilità torni ad essere ciò che deve essere: un diritto, non un privilegio.

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