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26 Maggio 2026
26 Maggio 2026
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Truffe bancarie, Bnl condannata ma non paga. Codacons all’attacco: “Comportamento inaccettabile”

L’Arbitro Bancario Finanziario riconosce la responsabilità dell’istituto in un caso di vishing e spoofing. La banca, secondo il Codacons, non avrebbe ottemperato alla decisione. Scatta la denuncia

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Una decisione dell’Arbitro Bancario Finanziario (ABF) ha acceso un duro scontro tra Banca Nazionale del Lavoro (BNL) e il Codacons. Secondo quanto riportato dall’associazione dei consumatori, il Collegio di Bari dell’ABF avrebbe riconosciuto il diritto al rimborso di 6.000 euro, oltre alle spese di procedura, a favore di un correntista vittima di una truffa informatica realizzata mediante tecniche di vishing e spoofing telefonico. Il provvedimento dell’Arbitro – organismo istituito presso la Banca d’Italia – avrebbe individuato criticità nei sistemi di sicurezza e nei canali di comunicazione dell’istituto.

Il caso: la truffa e il numero “clonato”

I fatti, riferiti dal Codacons, risalgono al febbraio 2025. Il risparmiatore sarebbe stato contattato telefonicamente da soggetti che, attraverso strumenti di manipolazione del traffico telefonico, avrebbero fatto apparire sul display il numero ufficiale del servizio clienti BNL.

Una circostanza che, sempre secondo quanto emerge dalla decisione dell’ABF, avrebbe reso il raggiro particolarmente credibile, inducendo il cliente a fidarsi dell’interlocutore. L’Arbitro avrebbe parlato di sistemi “agevolmente vulnerabili” alla replicazione del numero, riconoscendo una responsabilità dell’intermediario sul piano organizzativo e di prevenzione del rischio.

Il nodo: il mancato pagamento del rimborso

Nonostante la decisione dell’ABF, BNL non avrebbe proceduto al pagamento della somma stabilita. Una scelta che, sempre secondo quanto riferito dal Codacons, ha portato l’Arbitro a disporre la pubblicazione dell’inadempimento sul sito istituzionale della banca, come previsto dalla normativa di riferimento. Va ricordato che le decisioni dell’ABF non hanno natura di sentenza, ma il loro mancato rispetto produce conseguenze reputazionali e viene formalmente registrato.

La denuncia del Codacons

Durissima la presa di posizione dell’associazione dei consumatori.
In una nota, Francesco Di Lieto, vicepresidente del Codacons, afferma: “Siamo di fronte a un paradosso intollerabile. Da un lato i colossi bancari annunciano investimenti milionari in sicurezza; dall’altro, quando un Arbitro istituito dalla Banca d’Italia certifica una falla nei loro sistemi, decidono di non pagare quanto dovuto a un cittadino truffato”.

Secondo Di Lieto, il comportamento dell’istituto sarebbe doppiamente censurabile. “Sul piano tecnico-giuridico – sostiene – la banca è venuta meno ai doveri di diligenza professionale, permettendo che i propri contatti ufficiali venissero clonati dai criminali. Sul piano etico, il rifiuto di eseguire una decisione dell’ABF mina la fiducia dei risparmiatori nel sistema di tutela stragiudiziale”.


L’iniziativa legale e l’appello alle istituzioni

Il Codacons annuncia di aver interessato l’Autorità Giudiziaria, chiedendo di valutare tutti i profili di responsabilità e di procedere per il recupero coattivo delle somme in favore del consumatore. Parallelamente, l’associazione sollecita un intervento della Banca d’Italia, affinché venga garantito il rispetto delle regole del sistema di risoluzione alternativa delle controversie. “Non permetteremo – conclude Di Lieto – che il rifiuto di una banca di sottostare alle regole si traduca in un danno per i cittadini più deboli”.

Un caso che riaccende il tema della tutela dei risparmiatori

La vicenda riporta al centro del dibattito il tema della sicurezza bancaria, della protezione dei clienti e dell’efficacia degli strumenti di tutela stragiudiziale. In attesa di eventuali sviluppi giudiziari o di una presa di posizione ufficiale dell’istituto di credito, il caso BNL-ABF rappresenta un nuovo fronte di tensione tra banche e associazioni dei consumatori, in un contesto in cui le truffe digitali continuano a crescere.

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