Resta drammaticamente sospesa a un filo la sorte dei lavoratori della società di trasporto pubblico locale Amaco di Cosenza. A riaccendere i riflettori su una crisi aziendale ormai al punto di non ritorno sono i consiglieri regionali del Partito Democratico, Rosellina Madeo e Giuseppe Falcomatà, che sollecitano un intervento immediato da parte della Giunta regionale per sbloccare la concertazione e scongiurare l’impatto occupazionale sulla città.
Le promesse disattese e l’incubo dei licenziamenti
Al centro della presa di posizione dei rappresentanti dem ci sono le rassicurazioni fornite dalle istituzioni regionali nei mesi scorsi, a fronte di una situazione gestionale già compromessa. “Le 108 famiglie legate al destino dell’azienda Amaco non possono più aspettare: urge rianimazione del tavolo tecnico – sottolineano in una nota congiunta Madeo e Falcomatà – Già perché era il 20 novembre del 2025 quando in Regione c’è stata la riunione per definire le sorti degli operai dell’azienda di trasporti già in condizioni fallimentari dove l’assessore Gianluca Gallo aveva garantito il totale mantenimento dei posti di lavoro e avviato l’apertura di un tavolo tecnico. Un piano di concertazione dunque era stato avviato più di otto mesi fa, ma tra il dire e il fare, così come tra i reel e le politiche concrete, c’è di mezzo la realtà”. Un ritardo che si sta traducendo in drammatiche conseguenze pratiche per il personale dell’infrastruttura di mobilità urbana. “E così dopo tante rassicurazioni e promesse, gli operai, e con loro ben oltre cento famiglie, vedono il futuro appeso a un filo. Per molti di loro è già arrivato il preavviso di licenziamento” incalzano i due esponenti di opposizione.
La proposta di integrazione e l’accusa di immobilismo
Tra le ipotesi operative emerse durante i confronti istituzionali e sostenute dalle sigle sindacali figura il passaggio delle maestranze verso un’altra realtà del settore. “Tra le soluzioni paventate dalla stessa maggioranza di governo regionale, sostenuta anche dai sindacati, c’è l’assorbimento di Amaco in Cometra in modo da garantire sia i posti di lavoro sia il servizio di trasporto pubblico per la città di Cosenza” ricordano Madeo e Falcomatà. Tuttavia, il percorso sembra essersi fermato senza approdare a risultati concreti, esponendo l’area urbana al rischio di un pesante ridimensionamento dei collegamenti. “Ad oggi però l’immobilismo, in una regione che sembra portare lo stigma del diritto alla mobilità negato sia per le persone che per le merci, ha avuto la meglio sulle intenzioni del Presidente, della sua Giunta e, purtroppo, sulla pelle dei lavoratori. Ed ecco che ad oggi siamo punto e a capo e ci troviamo ancora a chiedere l’istituzione di un tavolo, (ma non era già stato avviato lo scorso novembre?) per salvare dipendenti e il servizio ai cittadini”.
L’appello finale alla Regione: passare dalle parole ai fatti
La richiesta inviata al vertice della Cittadella regionale è dunque quella di rompere gli indugi operativi per tutelare i livelli occupazionali e assicurare la continuità delle corse sul territorio cosentino. “Nel suo ruolo di garante la Regione ha il dovere di non abbandonare queste famiglie e il compito di garantire i servizi. Si passi dalle parole ai fatti. Se il tavolo già avviato a novembre non ha dato frutti, si proceda in fretta alla sua rianimazione. Non c’è più tempo per parole o promesse: i Calabresi, nello specifico i dipendenti Amaco, meritano risposte concrete” concludono i consiglieri regionali del Pd.











