E Campo Largo, ribattezzato in Calabria “Crampo largo”, dopo le batoste amministrative di Reggio, Crotone, Castrovillari e l’ex Ranucciolandia, ovvero Palmi, come guarda all’imminente avvio della lunga fase pre-elettorale che, tra un anno buono, porterà al rinnovo dei due rami del Parlamento? Con gli occhi di chi ha capito che un riscatto tra le mura domestiche si comincia a costruire ora, non quando mancano due mesi al voto.
Il “Crampo largo” dopo le batoste
Archiviata la sbornia referendaria, che qualche papavero progressista era convinto di capitalizzare anche nelle urne municipali senza però muovere un dito per tirar fuori candidature nuove, da Roma è arrivato l’indirizzo: questa volta squadre forti e coese. A prescindere dalle “innovazioni” della legge elettorale che, lo ribadiamo, dovrebbero aumentare il potere di nomina dei leader e umiliare ancora una volta quello di scelta dei cittadini. Insomma, si profila un’altra porcheria bipartisan, confezionata su misura.
Lo Schlein-pensiero e il partito dei sindaci
Quale che sia il quadro legislativo, chi nel Pd vuole davvero vincere — perché ci sono anche quelli interessati a campare di rendita nella marginalità — è in linea con lo Schlein-pensiero: valorizzare le esperienze amministrative più fresche, che il sindaco sia tesserato, d’area o semplicemente uno che sa fare il sindaco.
Dunque, largo ai primi cittadini con buone pratiche comprovate su welfare e rilancio dell’entroterra.
Giusy Caminiti (Villa San Giovanni), Vacca (Soverato), Alessandro Porco (Aprigliano), Luca Lepore (Aiello), Armando Bossio (Cleto), Paolo Pappaterra (Mormanno), Gian Marco Cimino (San Mango), Lucio Di Gioia (Cerisano), Michele Tripodi (Polistena), Francesca D’Ambra (Malvito), Antonello Giudiceandrea (Calopezzati), Signoretta (Ionadi) sono solo alcuni dei sindaci più preparati che compongono quella dorsale amministrativa progressista che, finora, chi decide le liste sovracomunali ha fatto finta di non vedere.
Questa volta però molti di questi giovanotti troveranno spazio nelle liste che contano di Pd, M5S, Avs. Non per generosità delle dirigenze locali, ma per criteri chiari e precisi usciti dalle confabulazioni tra Elly, Bonelli, Fratoianni e ‘Giuseppi’.
Conte, Tridico e la guerra alla “playstation”
Quest’ultimo, è noto, ascolta molto Pasqualy sul territorio. Perché, per paradosso, la lista Tridico ha un rapporto privilegiato con le autonomie locali, a differenza di qualche quadro pentastellato che brilla per distacco monarchico dalla carne viva della società, affidando scelte a click, clicketti e coglionate selettive assortite.
Che però, stavolta, non dovrebbero esserci più. A meno di non voler regalare ad altre forze del centrosinistra alcuni tra i migliori sindaci della Calabria.
Perché, caro presidente Conte — dalle nostre parti — le energie territoriali valide non si sottoporranno mai all’orrenda ‘playstation’ delle parlamentarie. Questo lei lo deve sapere. Non si faccia insufflare dai resoconti di certi suoi pessimi consiglieri calabresi.
Gli amministratori più bravi, con rispetto parlando, se ne fottono delle analisi del sangue online che la sua burocrazia interna è pronta a fare. La smantelli, quindi, e scelga donne e uomini che puzzino di strada e di campagna. Per una volta, una, si fidi.
Imprenditoria, editoria e candidati da selezionare
Ovviamente non ci saranno solo le novità dal “partito dei sindaci”, ma anche dal mondo dell’imprenditoria. E dell’editoria… purché sia quella che realizza fatti e non cerca cariche rappresentative per magnare a buffet. In Calabria gli imprenditori che pestano acqua nel mortaio sono centinaia, e tutti in cerca di candidatura.
Riusciranno i nostri eroi a fare opera di discernimento?
M5S, uscenti e la questione Elisa
Ad ogni buon fine, nei pentastellati non dovrebbero esserci problemi per la riconferma in lista degli uscenti Orrico, Baldino e Tucci. Poi bisogna vedere se dovranno risottoporsi alla ‘playstation’.
C’è poi la questione Elisa che agita il dibattito sotterraneo, poiché “la Scutellà la rivogliono là”, in Parlamento, nonostante sia consigliera regionale. Ipotesi per nulla peregrina, segnalata anche dal tour dell’ex deputata in giro per la Calabria a presentare il libro che — guarda caso — parla del presunto ratto del suo seggio camerale.
Occhi puntati anche su Davide Tavernise, che pur non sedendo più nell’aula di Palazzo Campanella, ne anima il dibattito con spunti e iniziative legislative a supporto della delegazione pentastellata.
E poi ci sono i tridichiani, con Enzo Bruno in prima linea. Come dicevano, diversi sono sindaci, poi ricercatori, manager, startupper e umanità innovativa che in qualche modo troverà posto in lista. Playstation sempre permettendo.
Il Pd tra Irto, Alecci e i nomi che salgono
Oltre ai profili di amministratori locali per bene, il Pd avrà invece in Nicola Irto il proprio portabandiera. A seguire Ernesto Alecci, che però non pare molto intrigato dalla prospettiva romana, specie ora che in molti gli chiedono un supplemento di impegno domestico: preparare la candidatura a governatore.
Radio nomination sussurra poi che il sacrificio reggino di quel galantuomo di Mimmetto Battaglia potrebbe essere gratificato da una chiamata alle armi. Precettazione probabile anche per Rosellina Madeo, che tra le donne democratiche sta pian piano diventando riferimento, ben oltre i confini della sua peraltro sconquassata provincia.
L’ex sindaco di Castrovillari, Domenico Lo Polito, è ben considerato a Roma e questo potrebbe valergli una candidatura più che meritata. Anche la sua conterranea Tina Zaccato si segnala per il valore sociale del proprio impegno. E poi è ben vista pure fuori dalla Calabria, il che non guasta.
Altro nome in forte circolazione è quello dell’avvocato Luigi Muraca, lametino, con un sontuoso cursus honorum. Occhio poi a Giusì Iemma, vicesindaca di Catanzaro, le cui quotazioni sono in ascesa, ben più di quelle di certe eterne promesse, simpatiche e avvenenti come una multa.
Il nodo Cosenza e la black list di Elly
Sorprese in vista dallo scenario cosentino, i cui due, se non tre Pd, sono ormai una barzelletta nazionale che ora però non fa più ridere. Sarà per questo che i candidati espressione del capoluogo dovranno essere sganciati da cacicchi e giovani vecchi entranti nella black list di Elly Schlein.
“Hai voglia — dice una gola profonda — a chiamare gli Orlandi, i Boccia, i Sarracini belli guaglioni, i Franceschini e i Franceschielli: per i distruttori, benchè raccomandati, non ci sarà spazio”. E i distruttori bruzi, a Roma, li conoscono bene. In Calabria meno.
Capitolo Avs
L’obiettivo è convincere Flavio Stasi a mettersi a capo di una flottiglia competitiva, a bordo della quale potrebbero salire Campana, Antonio Lo Schiavo, Gian Michele Bosco e la stessa Francesca D’Ambra. Anche qui l’indirizzo è chiaro: niente ‘catananni’ e dinosauri.
Casa Riformista e il fronte socialista
Casa Riformista, dal canto suo, guarda con favore a un pieno coinvolgimento del Generale Giuseppe Graziano, sempre in movimento sui territori. Altro che quelli che girano solo se hanno una carica, o peggio solo nei periodi di vendemmia elettorale.
Inutile dire che Filomena Greco, consigliera regionale filo renziana, è tra i papabili per la corsa parlamentare, insieme a Francesco De Nisi. Ma c’è un’altra donna su cui il fronte socialista sta facendo pressing nazionale: Antonella Grippo.
Pronta per girare la Calabria in lungo e in largo con il suo Ingrippo estivo, la popolare giornalista e conduttrice di Perfidia non conferma né smentisce. In compenso rivolge al cronista una domandina eloquente: “Ughicè, ma tu li cazzi tua niente, eh?”
Continua…








