Una montagna di pratiche da tempo ben istruite è pronta a partorire sia gli immancabili topolini che qualche elefante. Sarà un giuntone quello previsto per domani, salvo rinvii dell’ultimo minuto, con buona pace di quegli assessori che avevano pregustato fino a qualche giorno fa una vacanzina formato ponte. Ma la liturgia di stampo andreottiano che ispira le movenze di Roberto Occhiuto in certi particolari frangenti è tosta e non tiene conto delle pur umanissime esigenze di svago, comunque comprese nel mandato assessorile che non è tutto lacrime e sangue, su! Essa impone serenità e giusta dose di lontananza da occhi e orecchie indiscrete, fattori che solo un Palazzo semi deserto può garantire.
Il giuntone e la nuova architettura del potere regionale
L’esecutivo regionale si confronterà, infatti, con temi e incarichi di una certa delicatezza che potrebbero cambiare sensibilmente l’architettura del potere regionale. Qualcuno ha azzardato anche la possibilità di un blitz per reimpastare la giunta, che però è convocata per altro. Dietro le porte della presidenza, infatti, si sta lavorando a una delle più significative operazioni di riorganizzazione amministrativa degli ultimi anni, destinata a produrre effetti non soltanto sugli assetti interni della Regione Calabria ma anche su società partecipate, enti strumentali e organismi collegati.
Secondo indiscrezioni, il Presidente Roberto Occhiuto avrebbe ormai avviato una riflessione complessiva sulla macchina amministrativa, con l’obiettivo di ridefinire competenze, accorpare strutture, valorizzare alcune figure dirigenziali e procedere a una nuova distribuzione delle responsabilità.
Asset, Turismo e Cultura: il risiko dei dipartimenti
Tra le novità più rilevanti vi sarebbe l’accorpamento del Dipartimento Asset al Turismo, operazione che ridisegnerebbe in modo significativo gli equilibri interni e che potrebbe rappresentare uno dei tasselli centrali della nuova organizzazione. Parallelamente prenderebbe corpo l’ipotesi di una piena autonomizzazione del settore Cultura, tema da tempo al centro del dibattito amministrativo regionale. In questo quadro, tra i nomi che circolano con maggiore insistenza vi sarebbe quello della dirigente Gatto, indicata da più fonti come possibile figura di riferimento per la nuova postazione.
Come già annunciavamo, non si escludono cambi anche in capo ai fondamentali gangli del Welfare, Programmazione Unitaria e Transizione Digitale. Il presidente, e non solo lui, pretende di più da questi ambiti, sia in termini di raggiungimento dei target, (spesa fondi) che sul piano relazionale. “Mala tempora currunt per quei dirigenti che fanno i fighi con gli amministratori locali e che credono di essere intoccabili sol perché han qualche riferimento potente”, dicono nei corridoi.
Ma le novità non si fermano alla sola organizzazione dipartimentale, che avrà più di un sequel. Infatti la giunta di domani si concentrerà verosimilmente su alcuni reggenti, mentre per la nuova infornata delle dirigenze di settore bisognerà attendere ancora un altro pò. Sul tavolo c’è anche la partita delle società e degli enti regionali.
Fincalabra, Aterp e Arssai: le partite più delicate
Particolarmente significativa appare la questione di Fincalabra. L’attuale presidente Giosi Romano, dopo l’assunzione di altri importanti incarichi nazionali e romani, sarebbe ormai orientato a lasciare la guida della finanziaria regionale, aprendo così una delle successioni più delicate dell’intero sistema regionale. La scelta del nuovo vertice viene considerata strategica non soltanto per il ruolo finanziario svolto dalla società, ma anche per la gestione delle importanti misure collegate alla programmazione regionale e ai fondi di sviluppo.
Attenzione anche al comparto dell’edilizia residenziale pubblica. Tra le ipotesi in valutazione vi sarebbe infatti la nomina di un nuovo direttore generale dell’Aterp, e quindi la fine di un commissariamento con un contratto e un mandato alla “tenami ca cajiu”: flebile, corto e non adeguato per una programmazione seria. Poi c’è il discorso dell’agenzia neo nata Arssai, che ha bisogno di essere rafforzata nella sua struttura interna con l’inserimento di figure manageriali che mastichino di industrializzazione, altrimenti farà la fine dei carrozzoni alla Corap. Anche su questo dalla giunta potrebbero arrivare segnali.
Sacal verso il cambio di fase
Altrettanto rilevante si presenta la partita che riguarda Sacal. L’era Franchini è agli sgoccioli, lo dicono anche quelli che un tempo erano definiti i Marco’s Boys, segno che il board della società aeroportuale sta per essere rivoluzionato. Vedremo con quali donne e uomini, anche perché prima bisogna costituire un cda, si spera autorevole e non autoreferenziale.
Consorzi di Bonifica e sanità: gli altri dossier aperti
Movimenti importanti sono previsti anche nel settore agricolo. Il ritorno di Giacomo Giovinazzo in Cittadella con una presenza stabile viene letto da molti osservatori come il segnale che anche il sistema dei Consorzi di Bonifica sia destinato a vivere una nuova fase, con possibili interventi di riassetto e nuove scelte organizzative. A rendere ancora più interessante il momento è il fatto che, salvo imprevisti, lunedì anche gli assetti della sanità potrebbero subire più di un ritocco per effetto delle attese nomine dirigenziali in seno alle Asp.









