Si è conclusa questa sera l’autopsia sulla piccola Simona Vanessa Szilagyi, la bambina di 8 anni di origine romena morta annegata nella piscina del parco acquatico Santa Chiara a Rende. La Procura di Cosenza ha avviato un’indagine per chiarire con esattezza le cause della tragedia e sta attendendo gli esiti degli accertamenti medico-legali.
Ricostruzione della dinamica e testimonianze
Secondo le prime ricostruzioni e le testimonianze raccolte, la bambina era entrata in piscina, profonda circa un metro, ma avrebbe perso il contatto con il fondo, finendo per annegare. I soccorsi sono stati tempestivi e sono intervenuti anche due infermieri non in servizio presenti nella struttura, che hanno tentato di rianimare la piccola senza però riuscirci. La bambina si trovava nel parco acquatico insieme ad alcuni familiari maggiorenni. Alcune testimonianze riferiscono che la bimba aveva mangiato poco prima e avrebbe manifestato un lieve malore, aspetti ancora da confermare con precisione.
Questioni aperte sul defibrillatore e sequestro della struttura
Le autorità stanno inoltre verificando la presenza di un defibrillatore nella struttura e perché, in caso fosse disponibile, non sia stato utilizzato durante i soccorsi. Su questi punti gli inquirenti mantengono il massimo riserbo. Nel frattempo, la struttura è stata sottoposta a sequestro per permettere una corretta conservazione delle evidenze utili alle indagini.
Indagini in corso sotto la guida dei carabinieri di Rende
Le indagini sono coordinate dal capitano della Compagnia dei carabinieri di Rende, Andrea Aiello. Ora si attende l’esito degli accertamenti medico-legali, che saranno fondamentali per comprendere le cause esatte del decesso e fare chiarezza su quanto accaduto.








