25 Agosto 2026
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Blitz della Finanza al Comune di Cosenza, nel mirino il Planetario abbandonato

I militari acquisiscono gli atti a Palazzo dei Bruzi per verificare eventuali ipotesi di danno erariale. Tra vandalismi, accuse incrociate e un proiettore Zeiss da riparare, la storia dell'impianto chiuso dal Covid

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I militari della Guardia di Finanza hanno varcato la soglia degli uffici comunali di Cosenza per effettuare un’acquisizione di atti riguardante il Planetario “Giovan Battista Amico”. L’attività d’infrastruttura amministrativa ha comportato il prelievo di fascicoli, determine, delibere e di tutta la documentazione utile a ricostruire la gestione dell’impianto negli anni successivi alla sua chiusura. Il blitz si colloca nell’ambito di un’attività conoscitiva promossa dalla Corte dei Conti, chiamata a verificare se dal progressivo deterioramento dell’immobile e dalla prolungata mancata riapertura possano essere emersi profili di danno erariale. Va tuttavia precisato che, allo stato attuale degli accertamenti, non risulta contestato alcun danno alle casse pubbliche né sono state formalizzate responsabilità personali a carico di amministratori o funzionari. Spetterà unicamente all’analisi dei documenti sequestrati e ai successivi approfondimenti della magistratura contabile stabilire l’eventuale sussistenza di condotte rilevanti sotto il profilo amministrativo.

Dal gioiello tecnologico al degrado post-pandemico

L’intervento della Guardia di Finanza rappresenta l’ultimo sviluppo di una vicenda travagliata per una struttura concepita originariamente come centro d’eccellenza scientifica. Inaugurato nel 2019, il Planetario dispone di una cupola dal diametro di quindici metri, oltre cento posti a sedere e un sistema di proiezione Starmaster ZMP della Zeiss, considerato tra gli strumenti astronomici più avanzati d’Italia. Dopo una breve stagione di attività rivolta a scuole e visitatori, l’impianto ha sospeso le operazioni in concomitanza con la pandemia da Covid, senza più riuscire a riaprire al pubblico. Negli anni successivi, la mancanza di un utilizzo costante ha favorito l’abbandono dell’area circostante e il verificarsi di ripetute incursioni vandaliche. Nel gennaio 2025, la cronaca locale documentava già almeno due distinti episodi di furti e danneggiamenti, accompagnati da accese discussioni riguardo alla carenza di vigilanza e manutenzione dell’immobile.

Lo scontro politico e i costi stimati per il ripristino

Il progressivo degrado dell’opera ha innescato una dura contrapposizione politica tra gli schieramenti cittadini. L’ex sindaco Mario Occhiuto ha difeso la fase realizzativa dell’opera sottolineandone la piena funzionalità iniziale e ricordando l’apporto concettuale dell’astrofisico Franco Piperno, ideatore del progetto ai tempi della giunta Mancini. Di contro, l’amministrazione guidata da Franz Caruso, tramite il delegato al Patrimonio Antonello Costanzo, ha sostenuto di aver ereditato un bene già chiuso e gravato da criticità gestionali, manutentive ed economiche. Le polemiche sono proseguite nel febbraio 2025 con le rimostranze dell’opposizione e nei mesi successivi con nuove contestazioni sui ritardi nell’avvio dei lavori di messa in sicurezza. All’inizio del 2026, le operazioni di pulizia avviate all’interno della struttura hanno mostrato una situazione fortemente compromessa tra incrostazioni, piccoli incendi e graffiti. In quel contesto è emersa una prima stima ufficiosa sui costi di ripristino: l’eventuale riparazione della lente del proiettore centrale Zeiss potrebbe richiedere circa un milione e mezzo di euro, somma che dovrà essere confermata dai tecnici specializzati della casa produttrice.

Il vaglio della magistratura contabile sulla sequenza amministrativa

A fronte di reciproche accuse tra la minoranza, che contesta la mancata tutela del patrimonio pubblico, e la maggioranza, che attribuisce le criticità alle gestioni precedenti annunciando interventi di bonifica e verifiche tecniche con la ditta Zeiss, la vicenda passa ora al vaglio degli inquirenti. La Corte dei Conti analizzerà la sequenza delle decisioni adottate nel tempo per valutare la correttezza dei comportamenti amministrativi. L’esame documentale riguarderà in particolare la fase di sospensione delle attività, le modalità di custodia del bene, la pianificazione degli interventi conservativi e l’impiego delle risorse disponibili per la tutela della struttura.

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