24 Luglio 2026
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Caso procuratori, spunta Favasuli: il talento del Catanzaro tra i nomi dell’inchiesta che coinvolge Pepe e Sculli

La Procura di Roma indaga su un presunto sistema di gestione di giovani calciatori. Tra i nomi emersi anche il gioiellino giallorosso

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Un’inchiesta della Procura di Roma coinvolge due ex calciatori di Serie A, Giuseppe Sculli e Simone Pepe, indagati insieme all’agente sportivo Luigi Iachini Bellisarii e all’avvocato Alessandro Buccieri. Le ipotesi contestate dal pubblico ministero Saverio Francesco Musolino riguardano falso, esercizio abusivo della professione di agente sportivo e tentata estorsione.

L’ipotesi della Procura

Secondo gli investigatori, Sculli e Pepe avrebbero svolto attività tipiche di un procuratore senza possedere la necessaria abilitazione, seguendo trattative e accordi economici per alcuni giovani calciatori. L’accusa sostiene inoltre che sarebbero stati presentati al Coni contratti contenenti firme ritenute false e che, in un secondo momento, sarebbero state avanzate richieste economiche nei confronti di due giocatori intenzionati a interrompere il rapporto professionale.

Nel mirino degli inquirenti sarebbero finiti i rapporti con Costantino Favasuli, cresciuto nel settore giovanile della Fiorentina, e Davide Bettella, difensore con esperienze nei vivai di Inter, Atalanta e Frosinone. Secondo la ricostruzione accusatoria, l’unico soggetto formalmente abilitato come agente sportivo sarebbe stato Luigi Iachini Bellisarii, mentre le attività di ricerca dei calciatori e negoziazione degli accordi sarebbero state svolte anche dagli altri indagati.

La replica della difesa

Gli avvocati Cesare Placanica ed Ernesto Rodriguez, difensori di Simone Pepe e Giuseppe Sculli, respingono ogni contestazione e definiscono l’impianto accusatorio privo di basi. “L’ipotesi accusatoria è destituita di ogni minimo fondamento“, affermano i legali, contestando in particolare la parte relativa alle presunte firme false.

Secondo la difesa, infatti, l’accusa non avrebbe tenuto conto del giudizio del Collegio di garanzia del Coni, che aveva disposto una perizia calligrafica dalla quale sarebbe emersa l’autenticità delle firme contestate. Gli avvocati aggiungono inoltre che “la stessa presunta persona offesa Costantino Favasuli ha inteso comunicare alla Procura la propria volontà di non procedere nei confronti degli indagati”.

L’inchiesta proseguirà ora con gli ulteriori approfondimenti della magistratura per chiarire il ruolo dei soggetti coinvolti e la fondatezza delle contestazioni mosse dalla Procura.

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