Si è chiusa in questi giorni la fase degli interrogatori di garanzia nei confronti di alcuni professori coinvolti, a vario titolo, nell’inchiesta sulla gestione delle attività formative organizzate da un centro di formazione per marittimi di Palmi.
L’indagine è stata condotta dalla Guardia Costiera di Gioia Tauro sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Palmi e nasce da una serie di verifiche sulla regolarità dei corsi professionali destinati al personale marittimo e sulle certificazioni rilasciate al termine dei percorsi formativi.
Al centro degli accertamenti ci sarebbe, in particolare, la corrispondenza tra quanto risultava formalmente dalla documentazione e ciò che sarebbe effettivamente avvenuto durante le lezioni e le esercitazioni.
La formazione obbligatoria per chi va in mare
Per il personale destinato all’imbarco, la formazione professionale non rappresenta un semplice adempimento burocratico. I marittimi devono frequentare specifici corsi di formazione e addestramento previsti dalla normativa nazionale e internazionale, necessari per acquisire e mantenere le competenze richieste a bordo.
Tra gli obiettivi dei corsi c’è anche quello di assicurare una preparazione adeguata nella gestione delle emergenze, comprese quelle nelle quali è necessario intervenire per la salvaguardia della vita umana in mare.
È proprio su questo terreno che si concentra l’attenzione degli investigatori: la regolarità della formazione e l’affidabilità delle certificazioni incidono infatti direttamente sulla preparazione degli equipaggi.
Le prime anomalie nei documenti
L’indagine sarebbe partita da alcune anomalie di carattere amministrativo individuate durante le ordinarie attività di controllo.
Gli elementi emersi avrebbero spinto gli investigatori a esaminare più approfonditamente la documentazione relativa ai corsi, verificando presenze, attività svolte e attestazioni rilasciate.
Gli approfondimenti si sarebbero quindi estesi alla presenza effettiva di istruttori e marittimi, con l’obiettivo di accertare se le attività indicate nei documenti avessero trovato reale corrispondenza nello svolgimento dei corsi.
Le intercettazioni video e il presunto sistema di irregolarità
L’attività investigativa, sviluppata nell’arco di diverse settimane anche attraverso intercettazioni video, avrebbe consentito agli inquirenti di ricostruire un quadro che, secondo l’ipotesi investigativa, sarebbe caratterizzato da numerose irregolarità nella gestione delle attività formative.
In particolare, sarebbero state documentate situazioni nelle quali alcune attività previste non sarebbero state effettivamente svolte e numerose assenze di istruttori e marittimi.
Secondo la ricostruzione investigativa, il meccanismo avrebbe potuto consentire il rilascio di attestazioni relative a competenze professionali senza che le attività teoriche e pratiche previste dai corsi fossero state completate nella loro effettiva interezza.
Si tratta, va precisato, di contestazioni oggetto dell’indagine e non di responsabilità definitivamente accertate.
Diciannove docenti sotto esame
Sono 19 i docenti deferiti all’Autorità giudiziaria nell’ambito dell’inchiesta, con posizioni che, secondo quanto emerge dalla ricostruzione investigativa, non sarebbero tutte sovrapponibili.
In alcuni casi gli accertamenti avrebbero evidenziato una partecipazione consapevole: alcuni docenti avrebbero accettato di risultare formalmente presenti durante le attività formative mentre, nello stesso momento, si sarebbero trovati altrove.
Ci sarebbero però anche situazioni differenti. Secondo gli investigatori, i nominativi di alcuni docenti sarebbero stati inseriti nella documentazione dei corsi senza che gli interessati ne fossero a conoscenza. Questi ultimi si sarebbero quindi ritrovati indicati formalmente come docenti di attività alle quali non avrebbero saputo di essere associati.
La differenza tra le singole posizioni dovrà essere valutata nelle sedi competenti, sulla base degli elementi raccolti e delle eventuali contestazioni formulate nei confronti dei singoli interessati.
L’attenzione della Guardia Costiera sulla formazione
La Capitaneria di porto – Guardia Costiera mantiene alta l’attenzione sul comparto della formazione marittima, considerato il rapporto diretto tra la qualità dell’addestramento degli equipaggi e la sicurezza della navigazione.
L’attività di controllo mira dunque a verificare la regolarità dei percorsi formativi e l’attendibilità delle certificazioni e delle qualifiche professionali rilasciate. L’inchiesta di Palmi entra ora nelle successive fasi del procedimento. Gli accertamenti e le contestazioni dovranno essere sottoposti alle valutazioni dell’Autorità giudiziaria, nel rispetto delle garanzie previste per le persone coinvolte.












