24 Luglio 2026
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Giuseppe Lombardo verso la Procura nazionale antimafia: proposta unanime del Csm per la nomina ad aggiunto

La Quinta Commissione indica il magistrato reggino simbolo della lotta alla ’ndrangheta e ai poteri occulti. Ora manca soltanto il voto del Plenum di Palazzo dei Marescialli

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Passo decisivo al Consiglio Superiore della Magistratura per il futuro della Procura Nazionale Antimafia e Antiterrorismo. La Quinta Commissione del CSM ha infatti proposto all’unanimità la nomina di Giuseppe Lombardo a procuratore aggiunto della DNA. Il magistrato, che ha già ricoperto i ruoli di procuratore aggiunto e procuratore facente funzioni ed è attualmente sostituto procuratore della Repubblica a Reggio Calabria, attende ora il passaggio formale dinanzi all’assemblea plenaria di Palazzo dei Marescialli. Il voto del Plenum, previsto per le prossime settimane, decreterà l’assegnazione ufficiale del nuovo e prestigioso incarico di coordinamento nazionale.

Una vita contro la ‘ndrangheta e i poteri occulti

Considerato a livello internazionale uno dei massimi esperti delle dinamiche e dell’evoluzione strutturale della ‘ndrangheta, Lombardo ha coordinato negli anni alcune tra le indagini più complesse e rilevanti condotte contro le cosche calabresi. L’azione investigativa del magistrato si è distinta in particolare per la capacità di svelare i legami e le ramificazioni tra l’organizzazione criminale, settori della massoneria deviata, esponenti dei cosiddetti “colletti bianchi” e circuiti del potere economico e istituzionale, delineando la dimensione globale e finanziaria della mafia calabrese.

Dal processo “‘Ndrangheta stragista” ai vertici della PNA

Tra i successi giudiziari più recenti coordinati da Lombardo figura l’imponente dibattimento scaturito dall’inchiesta “‘Ndrangheta stragista”. Il processo ha portato nelle scorse settimane alla conferma in appello della condanna all’ergastolo per il boss di Brancaccio Giuseppe Graviano e per Rocco Santo Filippone, referente della cosca Piromalli. I due sono stati ritenuti responsabili dell’agguato in cui, il 18 gennaio 1994 in Calabria, persero la vita due carabinieri, inserito nel quadro della strategia stragista e del patto eversivo siglato in quella stagione tra Cosa Nostra e la ‘ndrangheta.

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