1 Agosto 2026
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Discarica abusiva di amianto in area protetta a Cotronei, indagine chiuse per tre: rifiuti pericolosi e mancata bonifica

Un’area di circa 12 mila metri quadrati nel territorio di Cotronei sarebbe stata trasformata in un deposito incontrollato di materiali tossici. La Procura di Crotone chiude le indagini su tre persone: contestati abbandono di rifiuti pericolosi e omissioni nella gestione della bonifica

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Un terreno privato all’interno di una zona sottoposta a tutela ambientale è finito al centro di un’inchiesta per presunti reati ambientali. I Carabinieri della Compagnia di Petilia Policastro, su disposizione della Procura della Repubblica di Crotone, hanno notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari a tre persone ritenute, a vario titolo, coinvolte nell’abbandono incontrollato di rifiuti pericolosi e nella mancata bonifica del sito.

L’area interessata, estesa per circa 12 mila metri quadrati, si trova nella Zona di Protezione Speciale “Marchesato e Fiume Neto”, un territorio caratterizzato da particolare valore naturalistico.

Amianto, eternit e materiali pericolosi: il quadro emerso dalle verifiche

Le indagini sono state condotte dai militari della Stazione Carabinieri di Cotronei, che hanno effettuato gli accertamenti sul terreno oggetto dell’inchiesta.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, nel sito sarebbero stati trovati diversi materiali potenzialmente dannosi per l’ambiente e la salute pubblica: bancali contenenti lastre di eternit, sacchi con frammenti di amianto, pneumatici, contenitori di vernice, rifiuti plastici e scarti metallici.

Particolare attenzione è stata riservata alle condizioni delle lastre in fibrocemento, che in diversi punti sarebbero risultate deteriorate e frantumate, con il rischio, secondo gli accertamenti effettuati, di dispersione di fibre di amianto nell’ambiente.

Le contestazioni della Procura: dalla proprietà alla gestione pubblica

Il provvedimento della Procura di Crotone, guidata dal procuratore Domenico Guarascio, individua diverse posizioni nell’ambito dell’inchiesta.

Al rappresentante legale della società proprietaria del terreno viene contestata, secondo l’ipotesi accusatoria, la gestione irregolare dei rifiuti presenti nell’area, con l’accusa di deposito e abbandono incontrollato di rifiuti pericolosi. A questa contestazione si aggiungerebbe la mancata esecuzione di due ordinanze comunali che disponevano la rimozione dei materiali e il ripristino delle condizioni di sicurezza.

A due persone che in passato hanno ricoperto l’incarico di sindaco di Cotronei viene invece ipotizzata l’omissione di atti d’ufficio. Secondo la ricostruzione della Procura, gli ex amministratori non avrebbero adottato gli interventi sostitutivi necessari per la bonifica, la messa in sicurezza e il ripristino dell’area, nonostante i precedenti provvedimenti e la situazione segnalata.

Indagini concluse, ora spazio alle difese

L’operazione rientra nell’attività di contrasto ai reati ambientali svolta dall’Arma dei Carabinieri in collaborazione con la magistratura crotonese.

Con la notifica dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari si chiude la fase investigativa e viene garantita agli indagati la possibilità di esercitare i propri diritti difensivi.

La responsabilità penale delle persone coinvolte dovrà essere eventualmente accertata nelle successive fasi del procedimento giudiziario, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza.

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