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17 Aprile 2026
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Freddato nelle campagne di Roccabernarda dal commando del clan Bagnato, c’è un altro complice (NOME)

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Si allarga il cerchio dei complici nell’omicidio di Rocco Castiglione e del tentato assassinio del fratello Raffaele avvenuti il 31 maggio 2014 nelle campagne di Roccabernarda. Un delitto, che secondo la Dda di Catanzaro, segna il passaggio di consegne dai Castiglione alla famiglia Bagnato, un fatto di sangue su cui la Direzione distrettuale Antimafia ha fatto luce nell’ambito dell’inchiesta Trigarium. Oltre al mandante Antonio Santo Bagnato, boss dell’omonima cosca, agli esecutori materiali Antonio Marrazzo, Antonio Cianflone, al fiancheggiatore Michele Marrazzo e a Domenico Iaquinta spunta il nome del collaboratore di giustizia Tommaso Rosa, indagato nell’indagine della Dda di Catanzaro che ha portato il 17 novembre scorso la sezione dei carabinieri della Procura della Repubblica di Catanzaro e i colleghi della Compagnia di Petilia Policastro ad eseguire tre misure cautelari in carcere (LEGGI).





Il pentito, ex affiliato alla cosca Bagnato, avrebbe partecipato alle fasi ideative dell’agguato e d’intesa con Domenico Iaquinta avrebbe acquistato schede telefoniche tramite le quali comunicare al commando di fuoco gli spostamenti della vittima. Il collaboratore di giustizia Iaquinta, nelle prime dichiarazioni rilasciate in sede di interrogatorio il 3 giugno 2019, ha tracciato i fatti relativi all’omicidio, riferendo che, rispetto all’esito degli accertamenti investigativi e giudiziari, c’era un’altra persona coinvolta, Tommaso Rosa, soprannominato Tommy Tommy, il quale ebbe un ruolo attivo nel delitto, svolgendo il ruolo di vedetta, si sisarebbe posizionato vicino ad un officina di Roccabernarda, con il compito di fare uno squillo telefonico ai suoi complici, quando Rocco Castiglione, fosse transitato da solo a bordo della propria auto. 

Il ruolo di vedetta del pentito

“Partecipò all’omicidio con il ruolo di palo anche Rosa Tommaso detto Tommy Tommy. La mattina ci portammo sul posto con un’ Apecar di Cianflone, io, Antonio Marrazzo e lo stesso Cianflone. Lasciammo l’Apecar nel tragitto fino a quando era possibile utilizzare il mezzo. Quindi scendemmo a piedi, prendemmo le armi dal luogo in cui le avevo nascoste e ci appostammo. Ricordo che Marrazzo era seduto su una grossa pietra che avevo collocato nei pressi del luogo di appostamento. Avevamo una falce (che poi è stata sequestrata) con la quale preparammo al meglio il luogo di appostamento. Rosa Tommaso, che si era portato nei pressi dell’officina, ci avrebbe avvisato telefonicamente del passaggio dell’auto dei Castiglione”, precisando l’ordine di Bagnato: “non fare nulla nel caso in cui ci fossero in macchina donne e bambini. Secondo gli accordi Rosa ci avrebbe dovuto avvisare con uno squillo allorquando Castiglione fosse in auto da solo. Così non fu, nel senso che non ci avvisò, perché nel veicolo – che vedemmo passare all’andata – erano presenti altre persone” .

“Voleva uccidere Castiglione esattamente come i suoi complici”

Secondo Iaquinta, Rosa, vedendo che Rocco non era da solo, ma in compagnia del fratello, non avrebbe fatto alcuno squillo ai complici e sarebbe andato  via, pensando che ormai l’agguato fosse saltato. La dinamica descritta da Iaquinta è stata confermata da Tommaso Rosa: “Presenziai alla riunione di Bagnato e nell’occasione conobbi le sue intenzioni, in particolare che Rocco Castiglione doveva essere freddato. Specificò che solo lui doveva essere attinto […] Quando Iaquinta mi disse di attivare due schede, nel momento in cui gliele consegnai, mi spiegò che servivano per l’omicidio”. Per la Dda il pentito ha agito nella piena consapevolezza di cooperare con altri soggetti per l’eliminazione fisica di Castiglione ed è irrilevante che lui vedendo il bersaglio da annientare transitare con altre personae non avverte i complici, atteso che i patti originari erano quelli di evitare l’agguato in presenza di terzi soggetti. Nel momento in cui Rosa ha svolto  il ruolo di vedetta, voleva l’uccisione di Castiglione esattamente come gli altri.



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