30 Luglio 2026
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Il boss Rocco Morabito al concerto degli One Direction durante la latitanza: “Cantava con la figlia tra 35mila fan”

La rivelazione di Klaus Davi pubblicata da Dagospia e confermata dall’ex legale Fabrizio Gallo. Nel 2014 il narcotrafficante della ’Ndrangheta avrebbe assistito allo show di Montevideo senza essere riconosciuto

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Era ricercato dalla giustizia italiana e braccato dalle polizie internazionali. Il suo nome figurava nell’elenco dei latitanti di massima pericolosità e sarebbe rimasto nell’ombra ancora per tre anni. Eppure, il 6 maggio 2014, Rocco Morabito sarebbe riuscito a confondersi tra circa 35mila spettatori per assistere al concerto degli One Direction all’Estadio Centenario di Montevideo. Non nascosto in una villa o impegnato in uno degli incontri legati al narcotraffico internazionale, ma sugli spalti insieme alla moglie e alla figlia, a cantare le canzoni della boy band britannica più famosa di quegli anni. Il clamoroso retroscena è stato raccontato da Klaus Davi su Dagospia e avrebbe trovato conferma nelle dichiarazioni di Fabrizio Gallo, ex difensore di Morabito. Protagonista della storia è il narcotrafficante originario di Africo, conosciuto con il soprannome di “’u Tamunga” e imparentato con Giuseppe Morabito, detto “U Tiradrittu”.

I tre biglietti regalati alla figlia

A ricostruire quella serata è stata Carmela Morabito, figlia del boss e grande fan degli One Direction. Secondo il racconto raccolto da Davi, a Natale il padre le avrebbe regalato tre biglietti: uno per lei, uno per la madre e uno per sé. La famiglia avrebbe così raggiunto l’Estadio Centenario, dove migliaia di adolescenti uruguaiani attendevano Harry Styles, Niall Horan, Liam Payne, Louis Tomlinson e Zayn Malik. Un evento circondato da un imponente dispositivo di sicurezza e preceduto da giorni di attesa e accampamenti dei fan davanti allo stadio e all’albergo della band. “Io ho cantato e pianto per tutto il concerto, ma anche mio padre cantava”, avrebbe raccontato la figlia. Morabito, sempre secondo questa versione, conosceva le canzoni perché le aveva ascoltate ripetutamente insieme a lei durante l’infanzia e l’adolescenza. Una scena apparentemente normale: un padre che accompagna la figlia al concerto dei suoi idoli. Se non fosse che quell’uomo era uno dei latitanti più ricercati d’Italia.

La conferma dell’ex difensore

Il racconto è stato confermato dall’avvocato Fabrizio Gallo, già difensore del narcotrafficante, sulla base delle testimonianze che il legale sostiene di avere raccolto tra persone vicine a Morabito. “Da quanto emerge, il mio ex assistito andò al concerto per accontentare la figlia”, ha spiegato l’avvocato. La presenza del boss allo stadio non risulta, almeno allo stato, documentata da atti giudiziari o accertamenti delle forze dell’ordine. La ricostruzione si fonda quindi sul racconto della figlia, sulle informazioni raccolte da Klaus Davi e sulla conferma dell’ex legale. La data e il contesto dell’evento, invece, trovano riscontro nelle cronache uruguaiane dell’epoca: gli One Direction si esibirono a Montevideo il 6 maggio 2014, davanti a decine di migliaia di persone.

Una vita sotto falso nome in Sud America

Quando avrebbe partecipato al concerto, Morabito era latitante da circa vent’anni. Aveva lasciato l’Italia nel 1994 ed era stato condannato a 30 anni di reclusione per traffico internazionale di droga nell’ambito dell’operazione “Fortaleza”. Negli anni precedenti alla fuga aveva frequentato gli ambienti della Milano dei locali e della vita notturna, costruendo una rete di contatti che, secondo gli investigatori, lo avrebbe trasformato in uno dei principali mediatori della cocaina tra il Sud America e l’Europa.

Il soprannome “’u Tamunga” deriverebbe dalla sua passione per il fuoristrada militare tedesco Dkw Munga. Un profilo lontano dall’immagine tradizionale del latitante nascosto tra le montagne: elegante, capace di parlare più lingue e perfettamente inserito nei circuiti economici e sociali sudamericani. In Uruguay viveva sotto una falsa identità brasiliana e si presentava come un imprenditore del settore agricolo e immobiliare. Una copertura che gli avrebbe consentito di frequentare ambienti pubblici, spostarsi e, stando alla nuova rivelazione, partecipare persino a uno degli eventi musicali più sorvegliati dell’anno.

L’arresto, l’evasione e la cattura in Brasile

La prima parte della latitanza terminò nel settembre 2017, quando Morabito venne arrestato a Montevideo. Era sfuggito alla giustizia italiana per oltre vent’anni e attendeva di essere estradato. Nel giugno 2019 riuscì però a evadere dal carcere uruguaiano insieme ad altri tre detenuti, passando dal tetto dell’edificio. La fuga lo riportò nell’elenco dei ricercati internazionali e fece scattare una nuova mobilitazione delle forze di polizia di diversi Paesi.

Morabito fu nuovamente catturato in Brasile nel maggio 2021, grazie a un’operazione alla quale parteciparono le autorità brasiliane e italiane con il supporto dell’Interpol. L’organizzazione internazionale lo definì uno dei latitanti più ricercati e uno dei principali broker mondiali della droga. Il 6 luglio 2022 venne infine estradato dal Brasile e riportato in Italia per scontare la condanna a 30 anni. La notte del concerto aggiunge così un capitolo sorprendente alla lunga fuga di “’u Tamunga”: mentre gli investigatori di mezzo mondo cercavano di rintracciarlo, lui avrebbe cantato le canzoni degli One Direction in mezzo a decine di migliaia di persone. Invisibile non perché nascosto, ma perché perfettamente confuso nella folla.

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