25 Agosto 2026
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Il Csm suggella il trasferimento definitivo della magistrata calabrese Graziella Viscomi alla Procura per i minorenni (FOTO)

Lascia dopo 13 anni la Procura ordinaria di Catanzaro: "Una scelta di cuore" e saluta colleghi, cancellieri, pg e "gli angeli della vigilanza"

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Era nell’aria che il suo spostamento alla Procura dei minori non fosse momentaneo e adesso il Csm ne ha suggellato il trasferimento definitivo. La magistrata Graziella Viscomi, 45 anni, nata a Chiaravalle Centrale lascia la Procura ordinaria di Catanzaro dopo 13 lunghi anni, durante i quali si è occupata di inchieste scottanti riguardanti la Pubblica Amministrazione, reati edilizi ed ambientali, comparti questi ostici, particolarmente complessi, in cui ha dimostrato di essere una dei più competenti pubblici ministeri, forte anche della sua specializzazione in diritto amministrativo acquisita nel corso della professione forense e lasciata nel 2011.

La nuova sfida

Si è anche occupata di terrorismo ed è stata applicata in procedimenti relativi alla criminalità organizzata. Ha poi scelto di passare alle fasce deboli, settore che l’ha portata ad abbracciare una nuova sfida: la Procura per i minorenni. “Una scelta di cuore” la sua. “C’è una fragilità che si è fatta strada in diverse forme nella mia vita, umana e professionale ed ora sento che per me è il momento di dedicarsi a quella, senza voce, dei bambini”. E a coloro i quali vorrebbero vederla di nuovo immersa nei faldoni sulla Pa, ritenendola “sprecata” in altri comparti, lei risponde: “Non ci sono reati di serie A e di serie B, settori di serie A e di serie B. Credo che ognuno debba onorare le funzioni che ricopre e se ne ha le possibilità assecondare le proprie inclinazioni”. Il Palazzo di giustizia ubicato a Piazza Stocco perde una colonna portante, un pubblico ministero di elevato profilo professionale, un’instancabile magistrata che non ha mai fatto sconti a nessuno nelle sue indagini, capace però di fare dietro front e chiedere l’archiviazione o l’assoluzione in assenza di prove non sufficienti.

La lettera e i ricordi

La presidente nazionale di Area democratica per la Giustizia ha salutato colleghi, ufficiali di pg, cancellieri non con un addio formale ma consegnando loro una lettera intima, ripercorrendo ancora una volta gli anni trascorsi insieme, facendo nomi e cognomi anche di sostituti procuratori da tempo in altre Procure. Nel lungo saluto ha ripercorso tutto: il suo inizio nel luglio 2013, il suo tirocinio con il magistrato Paolo Petrolo, il lavoro svolto con l’allora procuratore capo Giovanni Bombardieri “esempio di magistrato e di coordinatore”, poi i ricordi di una generazione: le notti in ufficio sino al buio con i colleghi Alessandro Prontera e Giulia Tramonti, l’amicizia con Saverio Sapia, Stefania Caldarelli e Chiara Bonfadini, le porte sempre aperte di Debora Rizza e Saverio Vertuccio, la rassicurante porta accanto di Sarah Cacciaguerra, gli insegnamenti dell’ex procuratore aggiunto della Repubblica di Catanzaro Giancarlo Novelli e dell’attuale Giulia Pantano. Nella sua lettera non c’è solo la magistratura. C’è l’intera Procura vissuta come casa. Un pensiero per tutti: cancellieri, segretari, commessi, autisti, gli uomini della polizia giudiziaria, “roccia cui aggrapparsi umanamente e professionalmente e gli “angeli della vigilanza”, i primi ad accoglierla quando varcava la porta della Procura. Un capitolo chiuso quello con la Procura ordinaria, almeno per ora.  

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