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10 Marzo 2026
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Il giudice amico al servizio del potere, favori e dossier riservati per aiutare Oliverio e Pallaria

Dall'informativa della Finanza di Catanzaro uno scenario inquietante: un magistrato influente a disposizione per guai giudiziari. Intercettazioni, viaggi a Roma e cellulari spenti per sfuggire allo spyware

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Un giudice influente a disposizione per risolvere grane giudiziarie ai sui amici, pronto a rassicurarli dopo aver verificato che non ci fossero indagini nei loro confronti o per sistemare un processo in Cassazione, avvalendosi di un suo uomo di fiducia. E’ riportato anche questo, nell’informativa del 2024 della Guardia di Finanza di Catanzaro allegata agli atti dell’avviso di conclusione delle indagini, che ruota attorno ad un sistema di corruzione all’interno della Regione Calabria e che vede sotto inchiesta dirigenti regionali, professionisti, politici.

“Non risulta nulla, ti aggiorno io”

Il 13 gennaio 2019 gli investigatori intercettano le conversazioni del dirigente Domenico Maria Pallaria, preoccupato nell’aver appreso di possibili indagini in corso sul suo conto, contatta un pezzo grosso della magistratura, che lo riceve nella sua casa romana. L’intento è quello di sapere di più sull’inchiesta, di conoscerne il contesto e il giudice lo rassicura che gli avrebbe fatto filtrare notizie attraverso un suo uomo. Quest’ultimo, chiamato da Pallaria lo informa di essere stato contattato “da quello di Roma”, spiegandogli che allo stato attuale non c’era nulla: “Mi ha telefonato da Roma e quello mi diceva che vi siete visti l’altra volta e mi diceva che non risulta niente, non gli risulta niente a lui, dice che allo stato attuale non… dice che eventualmente ti mantiene pure aggiornato e mi fa sapere ma non gli risulta niente”. Per i finanzieri, la conversazione è particolarmente significativa, non solo perché consente di avere conferma del fatto che il dirigente regionale abbia attivato il giudice, con  canali confidenziali ben collaudati negli alvei istituzionali giudiziari per avere informazioni riservate su indagini in corso, ma anche perché consente di rilevare come il piano di Pallaria sia andato a buon fine: ottiene la sperata rassicurazione sull’inesistenza di inchieste e la precisa indicazione che sarebbe stato aggiornato.

Viaggio nella Capitale per “sbloccare” il caso Oliverio

Ma c’è di più. In un’altra occasione il dirigente regionale chiede al togato il suo intervento in favore dell’allora presidente della Giunta Regionale, Gerardo Oliverio in relazione all’obbligo di dimora inflittagli nell’inchiesta della Procura di Catanzaro, nome in codice “Lande desolate”. E’ il 30 gennaio 2019 quando Pallaria si reca a Reggio nella sede del Consiglio regionale della Calabria per incontrare l’ex presidente della Regione, il quale riceve un permesso, vista la misura cautelare in atto dall’autorità giudiziaria, per presenziare ai lavori assembleari. Gli investigatori attivano il soffware spyware nel cellulare di Pallaria e tentano di spiare la conversazione. Oliverio informa il dirigente che da lì a poco avrebbe provveduto a inoltrare il ricorso per Cassazione contro la decisione del Tdl di confermare l’obbligo di dimora a San Giovanni in Fiore. Pallaria si mette a disposizione sfruttando il contatto con il giudice:”…domani mattina… vaiu subito”, sale a Roma per parlare con il togato e rientra nella stessa giornata, per poi incontrarsi con Oliverio: ” ti volevo dire… credo che nella prossima settimana sarà trasmesso ed al momento in cui viene protocollato la Cassazione entro un mese si dovrà pronunciare… l’avimu e sbrugliare…”

L’ incontro con il giudice e il cellulare spento

Dalle attività tecniche condotte dalla Finanza emerge che nella giornata del 31 gennaio 2019, Pallaria si reca effettivamente a Roma a casa del giudice per conto e nell’interesse di Oliverio, ma spegne il cellulare e lo spyware prontamente attivato dalla polizia giudiziaria, pur avendo ricevuto il comando di registrazione, non può rilevare alcuna traccia. Un comportamento di indubbia rilevanza per gli investigatori, improntato alla massima prudenza e attenzione di Pallaria, anche nell’ottica, sottesa, di sviare le attività di indagine. Dalle investigazioni emerge che l’incontro tra Pallaria e il giudice si è svolto per scopi avulsi da finalità istituzionale, nell’interesse esclusivo e personale dell’allora governatore. La “missione”, infatti, per i finanzieri, “aveva il mero obiettivo di perorare un intervento del giudice in Cassazione per ottenere una pronuncia favorevole alla caducazione della misura cautelare personale emessa nei confronti di Oliverio nell’ambito dell’indagine denominata Lande Desolate.  L’interessamento di Pallaria in favore di Oliverio sembrerebbe aver avuto l’effetto sperato, infatti, due mesi più tardi, precisamente a marzo del 2019, la Corte di Cassazione ha emesso un provvedimento di revoca della misura cautelare”. 

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