22 Settembre 2026
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Il pizzo del 3% sugli appalti: due arresti tra Cosenza e Bisignano per un’estorsione mafiosa da 3mila euro

Secondo l’accusa, un imprenditore di Bisignano sarebbe stato minacciato su alcuni lavori pubblici. Il gip dispone il carcere per due indagati

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Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Cosenza, Andrea Odierno, ha disposto la custodia cautelare in carcere nei confronti di Emanuele Apuzzo e Davide Naccarato, indagati per una presunta estorsione ai danni di un imprenditore di Bisignano. Apuzzo è assistito dall’avvocato Giuseppe Malvasi, Naccarato dall’avvocato Matteo Cristiani. I fatti sono ricostruiti nell’ordinanza cautelare e vengono qualificati, in questa fase, secondo l’accusa.

La richiesta di denaro e il riferimento agli appalti

Stando alla contestazione, i due avrebbero agito in concorso per ottenere il pagamento del pizzo, indicato in 3.000 euro in contanti, minacciando danni al cantiere dell’impresa. Il professionista, secondo gli atti, si era aggiudicato tre appalti pubblici: opere di fognatura, la realizzazione del nuovo cimitero e la costruzione di alcune rotonde stradali.

L’incontro di ottobre e il 3% sull’appalto

Nel mese di ottobre 2025, sempre secondo l’impostazione accusatoria, Naccarato avrebbe accompagnato Apuzzo dall’imprenditore per conto del clan guidato da Rinaldo Gentile. Durante l’incontro sarebbe stata avanzata la richiesta di una somma pari al 3% del valore dell’appalto in corso. Di fronte alla reticenza manifestata dall’imprenditore, la situazione sarebbe degenerata.

Le minacce e la frase contestata

È in questo passaggio che l’ordinanza riporta le minacce attribuite ad Apuzzo. Tra le parole contestate figura la frase: «Le mogli dei carcerati stanno venendo e giustamente è Natale anche per loro», indicata dagli inquirenti come strumento di pressione. La citazione è riportata negli atti dell’indagine e viene richiamata dal GIP nella ricostruzione dei fatti.

Il pagamento del 22 dicembre e l’arresto

Il 22 dicembre 2025, secondo quanto documentato, l’imprenditore avrebbe consegnato 3.000 euro: 2.500 sarebbero stati trattenuti da Apuzzo, 500 consegnati a Naccarato. L’episodio, però, era già sotto osservazione. I Carabinieri di Rende, guidati dal comandante Andrea Aiello, avrebbero documentato la consegna e proceduto all’arresto in flagranza di Apuzzo subito dopo i fatti.

Lo stato del procedimento

Le misure cautelari si collocano nella fase delle indagini preliminari e le responsabilità degli indagati dovranno essere accertate nelle sedi giudiziarie competenti. Il procedimento è in corso

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