23 Giugno 2026
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Il sistema per truffare lo Stato acquistando carburante agricolo a prezzo agevolato nel Crotonese: imprese fantasma intestate a figli e parenti

Nelle carte dell'inchiesta della Procura di Crotone due sodalizi criminali autonomi, di cui uno punto di riferimento su Isola e l'altro su Crotone

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Due sodalizi criminali autonomi costituiti da titolari e dipendenti di numerose aziende cartiere dedite all’illecita sottrazione di ingenti quantitativi di carburante dall’applicazione delle accise ordinarie causando grave ammanco alla casse dello Stato. Aziende di fatto inesistenti, affidate a familiari e utilizzate per l’acquisto di carburante agricolo a prezzi agevolati, poi rivenduto a terzi. Un sistema ben collaudato è quello descritto nelle carte del decreto di sequestro preventivo vergato dal gip del Tribunale di Crotone Assunta Palumbo su richiesta della Procura coordinata dal procuratore capo Domenico Guarascio che conta 29 indagati (LEGGI).

Il modus operandi

Al vertice di uno dei due gruppi Filippo Pizzimenti, 72enne operante su Isola, definito, capo organizzatore del sodalizio, che con la complicità di figli e parenti, avrebbe avuto la disponibilità di terreni su cui costruire serre da riscaldare, macchine riscaldanti ed elevate competenze agricole. Lui avrebbe potuto contare sui figli Giuseppe e Giovanni Pizzimenti, sul nipote suo omonimo, sulla moglie Antonella Riillo, sulle nuore Daniela Nicastro e Maria Teresa Morelli e sui dipendenti Felice Astorino e Salvatore Nicastro, per l’intestazione di imprese fittizie, coordinando tanto la presentazione delle richieste di assegnazione di gasolio agricolo, quanto la successiva prenotazione dello stesso nei distributori e la relativa ricezione. Giuseppe Pizzimenti dirigente e organizzatore dell’associazione, titolare di una ditta individuale su Isola, longa manus del padre Filippo, avrebbe coordinato tutte le decisioni, in un rapporto di piena fungibilità di interessi, gestendo in prima persona le aziende formalmente intestate ai partecipi dell’associazione.

Le domande false sulla piattaforma Arcea

Giuseppe e Filippo Pizzimenti, Riillo, Nicastro, Astorino e Morelli, secondo le ipotesi accusatorie, ancora tutte da provare, partecipi dell’associazione, in quanto titolari di società rivelatesi non operative, avrebbero presentato ad Arcea, tramite il sito web, plurime richieste di assegnazione di gasolio agricolo, attestando falsamente i valori relativi alla volumetria delle serre e alla potenza dei macchinari asseritamente utilizzati per riscaldare il gasolio stesso. Attraverso un codice identificativo e le credenziali di accesso, avrebbero formalizzato al termine di ogni fornitura gli acquisti effettuati nei depositi autorizzati. Stesso modus operandi per il gruppo di Crotone, facente capo a Massimiliano Maida, coadiuvato dalla figlia Giusy Maida e i nipoti Domenico Panucci e Francesco Panucci, intestatari formali di imprese fantasma. 

L’anomalo consumo di carburante agevolato

L’indagine è partita dall’attività di analisi dei rischi svolta dall’Ufficio Antifrode della direzione regionale per la Calabria dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli nel periodo 2017-2022 e diretta ad individuare attività illecite nel settore relativo all’agevolazione fiscale per oli minerali impiegati nei lavori agricoli, da parte di calabresi esercenti l’attività agricola di coltivazione in serre.  Era emerso un anomalo consumo di carburante agevolato da parte di aziende site nei territori dei Comuni di Isola e Crotone: notevoli quantità di gasolio acquistato in assenza di dichiarazioni fiscali e di elementi comprovanti l’effettivo esercizio della attività economiche. L’attività investigativa poi portava avanti dagli uomini della Guardia di finanza ha accertato che dal 2017 al 2023, aziende e società prive di reale struttura oltre che di capacità economica ed operativa facevano richiesta di assegnazione di gasolio agricolo, ammesso ad aliquote agevolate, tramite il portale Uma gestito da Arcea, attestando falsamente la disponibilità di bruciatori a gasolio, beneficiando di quantità di carburante agricolo, talvolta poi consegnato a soggetti terzi non aventi titolo a riceverlo. 

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