23 Giugno 2026
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M5S all’attacco sul commissariamento della sanità calabrese: “Il governo fa favori agli amici”

I parlamentari pentastellati criticano la decisione del Governo di avviare l’uscita della Calabria dal commissariamento sanitario. Nel mirino presunte criticità evidenziate dalla Corte dei Conti

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Si accende nuovamente il dibattito politico sul futuro della sanità calabrese e sul percorso che dovrebbe portare al superamento del commissariamento regionale. A intervenire sono i parlamentari del Movimento 5 Stelle che siedono nelle Commissioni Affari sociali di Camera e Senato, i quali contestano duramente la scelta del Governo di avviare l’iter per l’uscita della Calabria dal regime commissariale.

In una nota, gli esponenti pentastellati accusano l’esecutivo di utilizzare il settore sanitario per finalità politiche, sostenendo che la decisione favorisca il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto. “Il governo Meloni continua a trattare la sanità come il pretesto per fare favori agli amici”, affermano i parlamentari M5S.

I rilievi sulla procedura

Secondo il Movimento 5 Stelle, la decisione del Consiglio dei ministri sarebbe stata oggetto di osservazioni da parte della Corte dei Conti, che avrebbe evidenziato dubbi sia sotto il profilo procedurale sia nel merito della valutazione effettuata. Nella nota si sostiene che, in una prima fase, la documentazione trasmessa alla magistratura contabile sarebbe risultata incompleta e che successivamente sarebbero emerse ulteriori criticità relative allo stato di attuazione del Piano di rientro sanitario.

I parlamentari evidenziano inoltre come, a loro giudizio, il Governo avrebbe fatto ricorso a un’interpretazione estensiva della normativa per sostenere il percorso di uscita dal commissariamento.

Le critiche sul Piano di rientro

Per il Movimento 5 Stelle, uno degli aspetti centrali riguarda il completamento degli obiettivi previsti dal Piano di rientro della sanità calabrese. Secondo quanto sostenuto nella nota, il programma non sarebbe stato ancora integralmente attuato e permarrebbero questioni aperte legate alla piena garanzia dei Livelli essenziali di assistenza (Lea).

I parlamentari contestano inoltre quella che definiscono una mancanza di elementi tecnici univoci a supporto della valutazione positiva espressa dal Governo nei confronti della Regione.

“La salute non può diventare terreno di favori politici”

L’affondo finale del Movimento 5 Stelle è rivolto direttamente all’operato dell’esecutivo nazionale. “Si tratta dell’ennesima prova che il governo Meloni è allergico alle regole ed è pronto a usare la sanità, sacrificando il diritto alla salute dei cittadini, per distribuire favori agli amici”, scrivono gli esponenti pentastellati.

Una posizione che riapre il confronto politico sul tema della sanità calabrese, destinato a rimanere al centro del dibattito istituzionale nelle prossime settimane, soprattutto alla luce delle valutazioni definitive sul percorso di uscita dal commissariamento.

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