“È per me un onore intervenire in rappresentanza del Consiglio Superiore della Magistratura qui a Catanzaro, distretto che ha contribuito alla mia elezione oltre tre anni fa”, ha dichiarato il consigliere Genantonio Chiarelli, sottolineando come il ruolo del Csm non sia fine a sé stesso. “La nostra autonomia e indipendenza non servono solo a tutelare la magistratura, ma a garantire l’uguaglianza dei cittadini davanti alla legge, a dare attuazione all’art. 3 della Costituzione e a promuovere nuovi diritti”.
Chiarelli ha ricordato come le scelte del Csm, pur di natura amministrativa, abbiano un impatto latamente politico, incidendo sull’intero sistema giudiziario e sull’equilibrio tra i poteri dello Stato. “Non è un caso che l’organo sia presieduto dal Presidente della Repubblica”, ha sottolineato.
L’attività del Consiglio nel 2025
Il consigliere ha sintetizzato i principali risultati dell’anno passato, richiamando la relazione del Vicepresidente F. Pinelli: “Il Consiglio ha affrontato con determinazione le sfide poste dalla riforma Cartabia, rafforzando produttività e trasparenza dell’organo di autogoverno”.
Sesta commissione – Il Csm ha collaborato con il Ministero della Giustizia, le istituzioni europee e altri organismi internazionali, fornendo pareri su temi delicati come la Corte Disciplinare, la magistratura onoraria, la sicurezza pubblica, l’intelligenza artificiale e la lotta alla violenza sulle donne.
“Non si tratta di interferenze improprie, ma di contributi ragionati per garantire la congruità delle scelte politiche con l’interesse pubblico”, ha precisato Chiarelli.
Settima commissione – L’attenzione si è concentrata sull’organizzazione degli uffici e sul raggiungimento degli obiettivi del PNRR, con delibere che hanno introdotto nuovi strumenti e modifiche nel tirocinio dei magistrati ordinari, nonostante le critiche ricevute. “Abbiamo agito nell’interesse superiore del paese”, ha affermato.
Il ruolo della sezione disciplinare
Chiarelli ha posto l’accento sulla funzione della sezione disciplinare, di cui fa parte: “Il rigore nell’esercizio della funzione disciplinare è centrale. La credibilità della magistratura passa anche dalla capacità di intervenire nei casi di condotte non conformi ai doveri di giurisdizione”.
Ha criticato duramente le accuse di “padrinaggio” e di gestione “correntizia” della sezione, ricordando le parole della Prima Presidente della Cassazione: “Attacchi del genere rappresentano un grave strappo istituzionale”.
Nel 2025, oltre l’80% delle nomine dirigenziali è stato approvato all’unanimità, e su 153 procedure definite pendono solo 4 contenziosi.
Difesa della magistratura e dialogo istituzionale
“Ben vengano le critiche al nostro operato, ma il dibattito deve essere sul merito, non per delegittimare la magistratura”, ha ribadito Chiarelli.
“La magistratura ha avuto e continua ad avere un ruolo fondamentale nella tenuta del tessuto democratico, nella lotta al terrorismo e alle mafie, garantendo il principio di uguaglianza fra cittadini”.









