Le aule del Tribunale di Crotone in cui si svolgeranno le udienze del processo per il naufragio di Cutro resteranno off limits per le telecamere dei media.
La decisione è stata confermata dal collegio presieduto dal giudice Alfonso Scibona, che ha ribadito quanto già stabilito il 12 gennaio dal precedente collegio.
Una scelta che riaccende il dibattito su diritto di cronaca, trasparenza dei processi e accesso dell’opinione pubblica a uno dei procedimenti giudiziari più delicati degli ultimi anni.
Sì ai giornalisti in aula, no alle riprese autonome
Secondo il Tribunale, il diritto di informazione resta comunque garantito. I giornalisti potranno assistere alle udienze, ma le immagini e l’audio del dibattimento saranno prodotti esclusivamente tramite le registrazioni ufficiali effettuate dal personale tecnico del Tribunale.
Su richiesta, sarà possibile ottenere file audio e video realizzati con le apparecchiature ministeriali, ma nessuna autonomia per le riprese da parte delle testate giornalistiche.
La protesta delle parti civili e dei media
La decisione ha suscitato forti critiche sia tra gli operatori dell’informazione sia tra alcuni rappresentanti delle parti civili.
Tra questi l’avvocata Francesca Cancellaro, che rappresenta Emergency, Sea Watch e SOS Mediterranée, secondo cui la possibilità di una documentazione completa e immediata del processo è fondamentale. “Consentire ai media una rappresentazione integrale e tempestiva del dibattimento – ha spiegato – è una garanzia contro strumentalizzazioni, ricostruzioni parziali o distorte, nell’interesse di tutte le parti coinvolte”.
Il Tribunale tira dritto: “Trasparenza garantita”
Di segno opposto la posizione del procuratore della Repubblica Domenico Guarascio, che si è detto favorevole alla linea adottata dal collegio giudicante.
Alla fine, il presidente Scibona ha respinto formalmente la richiesta delle parti civili, ribadendo che per il Tribunale la trasparenza resta massima:
i giornalisti possono seguire le udienze, ma registrazione e diffusione del materiale processuale devono restare nelle mani degli strumenti ufficiali messi a disposizione dal Ministero.









