All’inaugurazione dell’anno giudiziario 2026, il procuratore di Napoli Nicola Gratteri torna a farsi vedere dopo l’assenza dello scorso anno. Una scelta, allora, tutt’altro che casuale. “Nel 2025 non esserci era un messaggio“, spiega oggi. “Quest’anno invece sono presente e parlo“. Un ritorno accompagnato da un messaggio chiaro: la riforma della giustizia non va approvata.
“Queste riforme non velocizzano i processi”
Gratteri non usa giri di parole. Il suo giudizio sulla riforma Nordio è netto e ribadito in ogni sede possibile, dai tribunali ai talk show televisivi.
Secondo il magistrato, le riforme in corso non servono a ridurre i tempi dei processi, né tantomeno a dare risposte concrete ai cittadini. “Lo dico ovunque vengo invitato: bisogna votare no, perché queste riforme non migliorano la giustizia e non aiutano chi la giustizia la aspetta da anni“. Un’accusa che colpisce al cuore l’impianto della riforma sostenuta dal ministro Carlo Nordio.
Lo scontro politico (e la stretta di mano istituzionale)
Nonostante la distanza politica, la cerimonia si apre con toni istituzionali.
Gratteri saluta con sorriso e stretta di mano il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, presente in rappresentanza del governo.









