25 Giugno 2026
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Inchiesta “Doppia Curva”: la Corte d’Appello conferma l’associazione a delinquere per gli ultrà di San Siro, sconti di pena minimi

La difesa dell'ultrà Francesco Lucci: "Né lui né il fratello coinvolti in aggressioni"

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La Corte d’Appello di Milano ha lievemente ridotto da 4 anni e 20 giorni di reclusione a 3 anni e 8 mesi la condanna inflitta in abbreviato a Christian Rosiello, ultrà milanista ed ex bodyguard del rapper Fedez (non indagato e mai coinvolto nel procedimento). La decisione è arrivata nel processo di secondo grado incentrato sull’accusa di associazione per delinquere, nato da un filone della maxi inchiesta condotta dalla Dda, dalla Polizia e dalla Gdf sulle curve di San Siro.
Si tratta di una delle tranche delle indagini “Doppia Curva” riguardanti la Nord interista e la Sud milanista, che nel settembre 2024 avevano portato agli arresti di capi e sodali.
La Corte (terza penale), confermando l’imputazione di associazione a delinquere formulata dal pm Paolo Storari, applicato anche in secondo grado, ha lievemente abbassato pure altre due condanne pronunciate nel giugno 2025 dalla sesta sezione penale del Tribunale: da 5 anni e 6 mesi a 5 anni per Francesco Lucci, fratello dell’ex leader della curva Sud rossonera Luca (condannato a 10 anni nell’altro processo abbreviato), e da 3 anni e 8 mesi a 3 anni e 6 mesi per Riccardo Bonissi.
Francesco Lucci ha protestato in aula dopo il verdetto: “Mi hanno dato quattro reati che non ho fatto, come faccio a stare zitto? E’ una pagliacciata”.
Sempre nel giugno dello scorso anno, nell’altra tranche la gup Rossana Mongiardo aveva condannato 16 imputati con pene fino a quasi 90 anni di reclusione, riconoscendo tutte le imputazioni: da un omicidio più recente, quello di Antonio Bellocco, fino a un tentato omicidio del 2019 e alle due associazioni per delinquere della Nord (con aggravante mafiosa per rapporti con la ‘ndrangheta) e della Sud, tra cui ci sarebbe stato un “patto” per gli affari.
A 10 anni era stato condannato Andrea Beretta, ex leader della Nord e da tempo collaboratore di giustizia. Non tutti hanno fatto appello contro queste condanne. Non l’ha fatto Beretta, che è a processo assieme ad altri, tra cui anche l’altro ex capo Marco Ferdico, anche per l’omicidio dell’ex storico capo curva interista Vittorio Boiocchi, ucciso a colpi di pistola nell’ottobre 2022 per contrasti con Beretta sui business illeciti.

La difesa dell’ultrà Francesco Lucci: “Né lui né il fratello coinvolti in aggressioni

“Né lui né il fratello hanno partecipato ad alcuno degli episodi violenti su cui si è incentrata l’indagine e poi il giudizio. E’ una questione di non partecipazione nella nostra impostazione, che evidentemente adesso non è stata ritenuta fondata. Aspettiamo la motivazione”.
E’ il commento di Jacopo Cappetta, uno dei legali nel processo d’appello milanese sul caso ultrà, che oggi ha portato, tra
l’altro, alla condanna a 5 anni di reclusione per Francesco Lucci, fratello dell’ormai ex capo della curva Sud milanista,
Luca Lucci.
“Ha retto il reato associativo, oggetto della contestazione in primo grado – ha spiegato il difensore – consideriamola una
conferma integrale con delle pene ridotte e poi sulle ragioni della conferma lo vedremo con le motivazioni”. In relazione alla
protesta, con tono di voce alto, di Francesco Lucci, anche in aula dopo la sentenza, l’avvocato ha affermato: “Sulle reazioni
non è compito mio esprimermi. Sulle ragioni che l’hanno determinata, invece, dico che l’ho difeso perché condivido
proprio le ragioni per cui riteneva di dover essere assolto”.
(ANSA). 

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