13 Agosto 2026
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Soverato, sul caso dello stabilimento balneare il sindaco Vacca taglia corto: “Un episodio non può mettere sotto accusa un’intera comunità”

Il primo cittadino interviene dopo la vicenda che ha coinvolto Lorenzo Papasodero e Domenico Sculco e contesta i toni della replica di Arturo Abbruzzo: "Generalizzazioni e accuse sono inaccettabili"

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Dopo l’episodio verificatosi nei giorni scorsi in uno stabilimento balneare di Soverato, che ha coinvolto Lorenzo Papasodero e Domenico Sculco, il sindaco Daniele Vacca, che riferisce di averli sentiti personalmente, interviene per riportare il confronto sui toni del rispetto e della responsabilità.
“Ritengo doveroso esprimere il mio dispiacere per una vicenda che ha generato disagio, amarezza e un dibattito che, nei toni assunti successivamente, non fa bene a nessuno”.Vacca ribadisce quindi l’immagine di una città che vuole continuare a essere “accogliente, rispettosa e aperta a tutti”. E aggiunge: “Ogni comportamento contrario a questi principi, qualora accertato, merita una ferma condanna, senza ambiguità e senza giustificazioni”.

Il sindaco contesta la replica di Abbruzzo

Il primo cittadino prende però le distanze anche dalla replica di Arturo Abbruzzo, definendola “profondamente sbagliata e inaccettabile nella forma e nei modi”.
“Non consentirò che Soverato e la sua comunità vengano rappresentate attraverso generalizzazioni e accuse che ne compromettono ingiustamente l’immagine”, afferma Vacca, annunciando che valuterà “insieme all’Amministrazione e nelle sedi competenti, ogni iniziativa necessaria a tutela del buon nome, dell’immagine e della reputazione della Città di Soverato”.
Per il sindaco, le accuse rivolte indistintamente alla città e agli operatori turistici non possono passare sotto silenzio.

“Non si può mettere sotto accusa un intero comparto”

Vacca respinge in particolare l’idea che a Soverato gli operatori turistici adottino sistematicamente comportamenti scorretti o lavorino nell’illegalità.
“Rappresentarla in questo modo significa restituire un’immagine profondamente ingiusta e distante dalla realtà, colpendo indiscriminatamente un intero comparto e tante persone che svolgono il proprio lavoro con serietà, professionalità e rispetto delle regole”.
Il sindaco rivendica quindi il dovere di difendere non soltanto l’immagine della città, ma anche la stragrande maggioranza di donne e uomini che lavorano, investono e contribuiscono ogni giorno alla crescita e all’accoglienza di Soverato.

“Condannare ciò che è sbagliato è un dovere”

La posizione di Vacca si chiude con un richiamo alla distinzione tra le responsabilità individuali e l’immagine di un’intera comunità.
“Un singolo episodio, sul quale è giusto fare chiarezza e assumersi le proprie responsabilità, non può diventare il pretesto per mettere sotto accusa un’intera comunità”.
E conclude: “Condannare ciò che è sbagliato è un dovere. Generalizzare e delegittimare un’intera città è altrettanto sbagliato”.
“Soverato merita rispetto. E quel rispetto va preteso per tutti: per chi la visita, per chi la vive e per chi, ogni giorno, ci lavora onestamente”.

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