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21 Gennaio 2026
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Lavoratori sfruttati nei supermarket del Gruppo Paoletti nel Catanzarese, chiesto il processo per 10 indagati e 2 società (NOMI)

La Procura ha individuato come parti offese oltre ai 74 lavoratori, anche la Cgil e Filcams Cgil. L'udienza preliminare fissata dal gup per il prossimo 11 aprile

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Famiglie monoreddito con tre figli e un mutuo da pagare, donne, uomini, giovani, con un fitto mensile, spese, bollette da onorare, costretti ad accettare un lavoro da schiavi a condizioni disumane per sopravvivere, con turni massacranti e ferie ridotte, svolgendo oltre alle proprie mansioni contrattuali, altri compiti per conto del loro datore di lavoro, senza un euro in più in busta paga. Lavoratori costretti a subire il più delle volte la regola non scritta: “dichiarare che gli infortuni sul lavoro si erano verificati in casa”, per salvaguardare l’assicurazione dell’azienda e a rinunciare alla scadenza contrattuale alle loro spettanze, pena la mancata riassunzione (LEGGI). Con le ipotesi di accusa a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata allo sfruttamento del lavoro, falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico e favoreggiamento reale, il sostituto procuratore della Repubblica di Catanzaro Saverio Sapia ha chiesto il rinvio a giudizio per 10 indagati e due società, nell’ambito dell’inchiesta Ergon, che ha portato la Guardia di finanza ad eseguire il 29 ottobre scorso 5 misure cautelari, disposte dal gip Luca Bonifacio su richiesta della Procura.

I nomi di chi rischia il processo

Rischiano il processo Antonio Citriniti, di Catanzaro; Vito Doria, residente a Satriano; Vittorio Fusto, residente a Girifalco; Paolo Giordano di Catanzaro;Tiziana Nisticò, di Satriano, Maria Teresa Panariello, di Avellino; Paolo Paoletti, di Soverato; Rosario Paoletti Martinez, residente a Soverato; Giorgio Rizzuto residente a Catanzaro, Anna Valentino, residente a Soverato. E ancora il magistrato ha chiesto il rinvio a giudizio per le società Food&More srl e Paoletti spa, entrambe con sede legale a Montepaone. La Procura ha individuato come parti offese oltre ai 74 lavoratori, anche la Cgil e Filcams Cgil. 

I ruoli dell’organizzazione criminale

All’interno dell’organizzazione ognuno ha ruolo e compiti ben delineati. Il dominus, secondo le ipotesi accusatorie, è il titolare dei supermercati Paolo Paoletti, che supervisiona e dirige l’attività di tutta l’associazione, incamera il profitto dei reati, effettua in prima persona i colloqui per le assunzioni dei lavoratori, impone e detta le condizioni di sfruttamento, impartisce ai direttori dei singoli punti vendita le disposizioni sui turni di servizio e sulle ferie dei dipendenti, decide la tipologia di contratto da utilizzare nell’assunzione di ogni singolo lavoratore. Sempre secondo l’impianto accusatorio, Paoletti coordina le attività di Panariello, Valentino e Rizzuto nel redarre falsi contratti con buste paghe che mascherano le reali condizioni dei lavoratori, costringe i dipendenti che subiscono infortuni nel luogo di lavoro a dichiarare il falso.

Il massimo profitto con il minimo rischio

Ad affiancarlo nella gestione del personale Anna Valentino, che impartisce le direttive ai direttori dei punti vendita sui turni da far osservare ai dipendenti e collabora con Paoletti per individuare la migliore strategia per massimizzare il profitto con rischi minimi. Valentino dal primo gennaio 2024 cura la contabilità delle società, versando o ricevendo mensilmente in contanti dai dipendenti sottoposti a sfruttamento le differenze retributive tra l’importo dello stipendio in busta paga e quello pattuito inizialmente. Maria Teresa Panariello offre un costante contributo al vertice dell’organizzazione, coadiuvando Paoletti e Valentino per individuare le concrete modalità di sfruttamento dei lavoratori, cercando di evitare denunce o azioni civili. Redige i contratti dei dipendenti sfruttati inserendo clausole sulla scelta del lavoro part- time e sulla retribuzione, non corrispondenti al reale orario di lavoro e alle mansioni svolte dai dipendenti, in modo da far risultare una retribuzione netta effettiva apparentemente in linea con le disposizioni del Contratto nazionale del lavoro, e inoltre suggerisce a Paoletti e Valentino le modalità per evitare vertenze sindacali.

Il sindacalista a disposizione di Paoletti

 Rizzuto e Nisticò, secondo il magistrato, in qualità di partecipi predispongono la documentazione relativa all’assunzione dei nuovi dipendenti, curano la contabilità aziendale, versando e ricevendo anche loro, mensilmente in contanti dai dipendenti sottoposti a sfruttamento le differenze retribuitive tra l’importo dello stipendio in busta paga e quello precedentemente pattuito con Paoletti. Ma partecipi del sistema sono anche Fusto, Giordano e Citriniti, esecutori delle direttive di Paoletti sulle condizioni di lavoro, coloro che in caso di infortunio sul lavoro spingono i dipendenti a riferire ai sanitari una dinamica diversa da quella effettiva, contribuendo ad imporre condizioni lavorative vessatorie. Ma c’è di più. Il sindacalista della Uila Doria stipula in veste di conciliatore sindacale plurimi accordi transattivi “tombali”, su disposizione di Paoletti, assicurando all’associazione a delinquere il massimo profitto. Effettua, secondo la Procura, l’iscrizione al sindacato Uila di Soverato di 85 lavoratori della Paoletti e della Food& More a loro insaputa e a spese di Paoletti, aumentando il proprio potere di rappresentanza sindacale. 

L’udienza preliminare

Adesso la parola passa al gup del Tribunale di Catanzaro Mario Santoemma, che ha fissato l’udienza preliminare per il prossimo 11 aprile, giorno in cui nel contradditorio tra accusa e difesa (rappresentata dagli avvocati Giuseppe Partenopei, Giuseppe Fonte, Vincenzo Vaiti, Domenico Cortese, Salvatore Giunone, Helenio Cartaginese, Mario Sinopoli, Francesco Gambardella, Sergio Rotundo, Antonio Balladelli, Aldo Casalinuovo) deciderà se accogliere o meno la richiesta del magistrato titolare del fascicolo di mandare a processo gli indagati. 

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