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7 Dicembre 2025
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Maxi blitz contro la ‘ndrangheta tra Cirò Marina, Cariati e Strongoli: 21 misure cautelari (VIDEO)

L'operazione dei carabinieri di Crotone, coordinata dalla Dda di Catanzaro, ha toccato anche la Puglia e l'Emilia: diciotto arresti e tre obblighi di dimora

Questa mattina nelle province di Crotone, di Taranto e di Bologna, nonché presso le Case Circondariali di Agrigento, Prato, Secondigliano (NA) e Ancona, di Reclusione di San Gimignano (SI) e Saluzzo (CN), i carabinieri del Comando Provinciale di Crotone, coadiuvati nella fase esecutiva da quelli dei Comandi Provinciali di Cosenza, Catanzaro, Vibo Valentia, Reggio Calabria, Taranto e Bologna, del Nucleo Cinofili, dell’8° Nucleo Elicotteri e dello Squadrone Eliportato “Cacciatori” di Vibo Valentia, hanno dato esecuzione a un’Ordinanza di Custodia Cautelare, emessa dal Gip del Tribunale di Catanzaro, su richiesta della Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia di quest’ultimo Capoluogo, nei confronti di 21 persone (per 18 dei quali è stata adottata la custodia cautelare  in carcere e 3 quella dell’Obbligo di dimora nel Comune di Residenza), gravemente indiziate, a vario titolo, per i reati di “associazione a delinquere del tipo mafioso”, “omicidio”, “estorsione”, “turbata libertà degli incanti”, “danneggiamento”, “ricettazione” e per dei “reati nella materia delle armi”, questi ultimi, aggravati dal cosiddetto “metodo” o dalle “finalità mafiose”.

Le cosche prese di mira

Nella rete dell’operazione, denominata “Saulo”, sono finite persone ritenute affiliate alle cosche di ‘ndrangheta del Crotonese e del Cosentino, in particolare alla locale della ‘ndrangheta di Cirò Marina (Kr), alla  ‘ndrina di Cariati (Cs) e alla locale della ‘ndrangheta di Strongoli  (Kr), nonché responsabili dei reati di associazione a delinquere di  tipo mafioso, omicidio, estorsione, turbata libertà degli incanti,  danneggiamento, ricettazione e reati in materia di armi, questi ultimi aggravati dal metodo e dalle finalità mafiose.

Secondo l’accusa, le cosche coinvolte avrebbero esercitato un controllo capillare sul territorio, imponendo estorsioni a imprenditori ed influenzando l’assegnazione di appalti pubblici. Le attività investigative avrebbero documentato, inoltre, l’operatività di strutture criminali radicate tra l’alto Ionio crotonese e il crotonese interno, con ramificazioni anche fuori dalla Calabria.

I NOMI DELLE PERSONE COINVOLTE NEL BLITZ (Clicca qui)

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