Svolta nelle indagini istituzionali sul decesso dell’ex capo della comunicazione del Monte dei Paschi di Siena. Nel mese di settembre la Commissione parlamentare d’inchiesta ascolterà in audizione Nicolino Grande Aracri, storico vertice della ‘ndrangheta cutrese e attualmente recluso al 41-bis nel carcere milanese di Opera.
A confermare il passaggio è stato il presidente dell’organismo d’inchiesta, Gianluca Vinci, intenzionato a verificare la tenuta di alcuni spunti emersi nel corso delle attività istruttorie.
L’attenzione degli inquirenti è rivolta in particolare alla cosiddetta “pista mantovana”, un filone d’indagine che intreccia contesti di criminalità organizzata ed elementi documentali risalenti al periodo in cui si consumò la tragedia a Rocca Salimbeni.
La pista della valigetta e il contatto nel cellulare
Al centro delle verifiche della Commissione vi è il ritrovamento di una valigetta riconducibile al gruppo criminale guidato da Grande Aracri. All’interno del bagaglio sarebbe stato individuato un titolo di credito contenente una numerazione telefonica, coincidente con una voce registrata all’interno della rubrica del cellulare di David Rossi la sera del suo precipizio.
L’audizione del boss punta a chiarire la natura di quel legame indiretto, analizzando gli snodi finanziari e le reti relazionali della cosca radicata tra Emilia-Romagna e Lombardia per stabilire se vi siano stati contatti o sovrapposizioni tra il clan e l’ambiente dirigenziale della banca senese.
Dodici anni di misteri e la nuova spinta parlamentare
David Rossi perse la vita il 6 marzo 2013 dopo essere caduto dalla finestra del proprio ufficio nella sede centrale di Monte dei Paschi di Siena. La vicenda, archiviata più volte dalla magistratura ordinaria come suicidio, è sempre stata contestata dai familiari della vittima e da periti di parte.
Dalla sua istituzione nel 2023, la nuova Commissione d’inchiesta ha raccolto centinaia di atti, incaricato consulenti tecnici ed escusso decine di testi, ampliando il raggio d’azione alle analisi medico-legali, alle perizie dinamiche e all’esame di possibili scenari alternativi rispetto ai primi rilievi investigativi.
Un tassello per ricostruire il contesto finanziario
Il vertice della Commissione ha precisato che l’audizione del detenuto al regime di carcere duro non mira ad addebitargli responsabilità dirette per il decesso del manager, bensì a definire l’origine dei documenti contabili emersi.
L’appuntamento di settembre segnerà uno dei passaggi chiave della ripresa dei lavori parlamentari, nell’ambito di un percorso teso a far luce sugli aspetti ancora opachi attorno all’ultimo giorno di vita del dirigente MPS.











