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26 Maggio 2026
26 Maggio 2026
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Multopoli a Catanzaro, ribaltato il verdetto per Tallini: assolto. Condannato maresciallo dei carabinieri

Inammissibile il ricorso della Procura contro le assoluzioni sentenziate in primo grado. Pena ridotta per il vigile Tarantino. Assolto l'ex comandante Salerno

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Due assoluzioni confermate, una condanna ribaltata in assoluzione, un non luogo a procedere per morte del reo, una pena ridotta e una confermata per sette imputati, tra ex politici, vigili urbani e un carabiniere, accusati di presunti illeciti nella gestione amministrativa del Comune e nell’annullamento di contravvenzioni per violazioni del Codice della strada, nel processo, nato dalla duplice inchiesta della Procura di Catanzaro, nome in codice Multopoli e Catanzaropoli.

La sentenza di appello 

I giudici di secondo grado, presidente Giancarlo Bianchi, a latere Ippolita Luzzo e Carmela Tedesco, hanno confermato la condanna ad un anno, con sospensione condizionale della pena, pronunciata dal Tribunale collegiale nel 2022 per il maresciallo dell’Arma Antimo Paternuostro, mentre ha ridotto la pena a 8 mesi di reclusione per Salvatore Tarantino in luogo dei tre anni incassati in primo grado. Condanne ribaltate in assoluzioni per l’ex comandante dei vigili urbani Antonio Giuseppe Salerno, difeso dall’avvocato Carlo Petitto, (che in primo grado è stato condannato a 8 mesi di reclusione con sospensione condizionale della pena) e per l’allora consigliere comunale Domenico Tallini, difeso dall’avvocato Enzo Ioppoli (a cui il giudice di prime cure aveva inflitto la pena a 1 anno e sei mesi di reclusione), dichiarando il non luogo a procedere per morte del reo nei confronti del vigile Luigi Veraldi.

Le assoluzioni confermate

Confermate le assoluzioni per il vigile urbano Rocco Cristallo (difeso dall’avvocato Wanda Bitonte) e per l’ex assessore al personale Massimo Lomonaco (codifeso dagli avvocati Salvatore Staiano, Francesco Iacopino e Antonio Lomonaco), dichiarando inammissibile nei loro confronti il ricorso proposto dalla Procura per mancanza di motivi, così come nei confronti di Tallini e Tarantino, per specifici capi di imputazione. La Procura infatti si era rivolta alla Corte di Cassazione chiedendo di annullare la decisione del Tribunale collegiale di Catanzaro, nella parte in cui ha dichiarato inutilizzabile una parte del materiale intercettivo posto alla base del castello accusatorio, ricorso, secondo il sostituto procuratore generale, inammissibile. 

Secondo il teorema accusatorio, esponenti politici e ufficiali della polizia municipale per acquisire consenso elettorale e per ottenere prestigio in ambito politico avrebbero fatto conseguire ingiusti profitti patrimoniali con l’annullamento illegittimo di multe, abusando e strumentalizzando il potere e le funzioni di cui erano investiti.

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