15 Ottobre 2026
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Narcotraffico tra Calabria ed Emilia, dieci condanne definitive: 23 anni al broker vibonese Franco Ventrici (NOMI)

La Cassazione conferma le pene del processo “Due torri connection”: al centro dell’inchiesta il piano per portare la droga dall'Ecuador e l’importazione di mille chili di marijuana dall’Albania. Per il carico di cocaina, mai arrivato, erano stati anticipati circa 2,5 milioni di euro

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Una tonnellata e mezza di cocaina da trasferire dall’Ecuador all’Italia, con destinazione Emilia-Romagna e Vibonese. Un’operazione preparata attraverso incontri, trattative e una spesa preliminare di circa 2,5 milioni di euro, ma mai conclusa per le complicazioni sorte nei rapporti con i fornitori colombiani. È uno dei capitoli dell’inchiesta “Due torri connection”, arrivata al verdetto della Corte di Cassazione, che ha confermato le dieci condanne pronunciate dalla Corte d’Appello di Bologna. La pena più alta, 23 anni di reclusione, è quella inflitta a Francesco Ventrici, 54 anni, di San Calogero, indicato come il broker della cocaina al centro dell’organizzazione. Diventano definitive anche le condanne degli altri nove imputati, diversi dei quali originari del Vibonese.

Il piano per far arrivare la cocaina in aereo

L’operazione coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia era scattata il 2 agosto 2011, portando all’arresto di 14 persone tra Italia, Austria e Spagna. Le indagini avevano ricostruito l’attività del gruppo nel periodo compreso tra luglio 2010 e gennaio 2011. Al centro del procedimento, oltre all’importazione di mille chili di marijuana dall’Albania, figurava il progetto per acquistare 1.500 chili di cocaina e trasferirli dall’Ecuador in Italia a bordo di un velivolo. Il carico avrebbe dovuto raggiungere un deposito in provincia di Teramo, nell’ambito di un traffico destinato a interessare anche l’Emilia-Romagna e il territorio vibonese. La spedizione non arrivò mai a destinazione. A bloccarla furono le difficoltà emerse durante la trattativa con i colombiani, nonostante il denaro già impegnato.

Le riunioni nella villa di Bentivoglio e i 2,5 milioni anticipati

Gli investigatori avevano documentato incontri e riunioni nella villa di Ventrici a Bentivoglio, in provincia di Bologna. Appuntamenti che, secondo la ricostruzione investigativa, erano finalizzati all’acquisto del carico di cocaina. Per preparare l’operazione era stata sostenuta una spesa preliminare di circa 2,5 milioni di euro. Secondo quanto riferito dalla Dea, l’agenzia antidroga statunitense, la somma era stata movimentata attraverso un istituto di credito sloveno indicato come compiacente. Il mancato arrivo della droga non ha impedito l’accertamento delle responsabilità oggetto del processo, concluso con la conferma delle pene da parte della Suprema Corte.

Tutte le condanne definitive

Oltre ai 23 anni inflitti a Francesco Ventrici, la Cassazione ha confermato le seguenti condanne: Antonio Grillo, di San Calogero, a 14 anni; Giuseppe Simonelli, di Tropea, a 10 anni e 6 mesi; Italo Iannello, di San Calogero, nipote di Ventrici,, a 10 anni; Angelo Mercuri, di Calimera, frazione di San Calogero, cognato di Ventrici a 10 anni e 6 mesi; Ferdinando Zappia, di Mesiano di Filandari, a 5 anni; Claudio Zippilli, di Sant’Omero, in provincia di Teramo a 3 anni e 8 mesi; Marco Di Maurizio, di Giulianova, in provincia di Teramo a 3 anni e 8 mesi; Raul Isaza Cano, colombiano, a 10 anni, Mari Vincent, cittadino svizzero, 10 anni e 6 mesi. Con la decisione della Cassazione diventano irrevocabili le dieci condanne del processo “Due torri connection”, nato dall’indagine sul traffico internazionale di droga che collegava il Vibonese all’Emilia-Romagna e ai canali di approvvigionamento esteri.

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