Il Tribunale di Catanzaro ha disposto la sostituzione della misura cautelare degli arresti domiciliari con l’obbligo di firma per Angelo Paparo (classe 1998) e Pasquale Paparo (classe 1992) e Pasquale Paparo (classe 1998) tutti di Badolato, coinvolti nell’inchiesta della Dda di Catanzaro denominata “Ostro-Amaranto”. La decisione è arrivata a seguito delle istanze presentate dai loro difensori, gli avvocati Salvatore Staiano, Vincenzo Varano, Lucrezia Staiano, Alice Piperissa e Livio Muscatiello.
Il gip, esaminati gli atti e preso atto del parere contrario del Pubblico Ministero, ha ritenuto che, alla luce del rispetto delle prescrizioni durante tutto il periodo di detenzione domiciliare e dell’incensuratezza degli imputati, le esigenze cautelari potessero essere garantite anche con una misura non detentiva.
Il precedente di Nicola Paparo
La decisione si inserisce in un contesto più ampio di provvedimenti cautelari che, nei giorni scorsi, ha riguardato anche Nicola Paparo, residente a Badolato e coinvolto nell’inchiesta della Dda di Catanzaro denominata “Ostro-Amaranto”. In quel caso, il gip Maria Cristina Flesca ha revocato gli arresti domiciliari, sostituendoli con l’obbligo di presentazione quotidiana alla Polizia Giudiziaria. Anche in questa circostanza, la scelta del giudice era stata motivata dalla buona condotta dell’indagato e dall’assenza di infrazioni durante il periodo di restrizione domiciliare.








