Più di venti chiamate alle Forze dell’ordine per far chiudere un locale, telecamere puntate con mirini sulla strada, i frame dei clienti sbattuti su facebook, gli insulti urlati sul balcone. E poi i post, le maledizioni, le minacce velate sui social, le persecuzioni reiterate. I sostituti procuratori della Repubblica di Catanzaro Maria Caracciolo e Davide Bergo hanno chiuso le indagini nei confronti dell’avvocata Concetta Nunnari, 59 anni di Catanzaro, per stalking aggravato nei confronti di due imprenditori. Un’ipotesi di accusa che le è costata nel mese di luglio la misura cautelare del divieto di avvicinamento con braccialetto elettronico poi sostituita con l’obbligo di firma. Secondo le ipotesi accusatorie la professionista avrebbe minacciato di ritorsioni e offeso con strumenti informatici e telematici uno dei due commercianti (difeso dall’avvocato Vincenzo Maiolo Staiano), in maniera reiterata, contattando il personale della Polizia Locale per verificare la regolarità delle autorizzazioni del locale di proprietà della parte offesa. Oltre venti chiamate alle Forze dell’ordine, secondo la Dda spesso strumentali, finalizzate alla chiusura del locale. Ma gli atti persecutori non sarebbero finiti qui.
“Chi frequenta questo posto è una persona di merda”
La professionista avrebbe inoltrato molte volte richiesta di accesso agli atti per ottenere la documentazione relativa all’attività lavorativa dell’imprenditore e affacciandosi dal balcone della propria abitazione, che dà sul locale, avrebbe insultato, offeso e minacciato anche i clienti: “pregiudicati andate via, chi frequenta questo posto è una persona di merda; domani vi pentirete di essere venuti”. Si sarebbe servita dei social, pubblicando numerosi post, per minacciare anche velatamente la vittima: “fate schivo voi i politici, la gente che vi dà retta, vi piace la musica e vi faccio ballare…vi maledico tutti, specie chi consente questo schifo. Non posso scrivere cosa vi auguro entro la fine dell’anno, ma sappiate che vi arriverà…sapete che vi state mettendo contro la persona sbagliata? Sapete che state facendo solo il vostro male?”.
“Spero che costui se depresso venga curato a Siano”
E come se con bastasse con telecamere di videosorveglianza con inquadratura rivolta anche sulla strada pubblica, avrebbe controllato continuamente i suoi spostamenti e l’attività che l’imprenditore svolgeva all’esterno del locale, finendo, ancora una volta per pubblicare i frames estrapolati dalle telecamere sul proprio profilo Facebook, raffiguranti la persona offesa e gli avventori del locale, per raggiungere il suo scopo: far chiudere quell’attività. Avrebbe talmente esasperato la vittima, da indurla la notte del primo luglio 2026, a tentare il suicidio e Nunnari avrebbe commentato l’accaduto offendendo l’imprenditore con parole forti: “Spero che costui, se depresso, venga meglio curato nella calda infermeria di Siano”.
“In quel locale si va solo per bere e fumare erba”
Copione simile anche nei confronti dell’imprenditore di un altro locale della città al quale avrebbe riservato lo stesso trattamento: minacce e insulti, commentando che in quell’attività si andava soltanto “per bere, fumare erba e fare bordello fino a notte fonda”, installando videocamere sulla parete di casa, che, anziché riprendere soltanto l’ingresso e le immediate vicinanze, sarebbero state volontariamente direzionate verso i locali (con comandi da remoto, trattandosi di impianti rotabili e direzionabili) per spiare e registrare i comportamenti degli avventori.
“Vi maledico tutti”
Avrebbe anche questa volta contattato più volte le Forze dell’ordine per sottoporre a controlli il locale con esiti pressoché sempre negativi, pubblicando, nel suo account facebook, post denigratori: “Vi maledico tutti, specie chi consente questo schifo”, avvertendo la vittima che si sarebbe rivolta alle autorità amministrativa e giudiziaria: “Avete voluto la guerra? Ve la dò…Ho deciso che non si fanno prigionieri… Se ci sono connivenze io le scoverò e le renderò pubbliche… sono già partite le richieste di accesso agli atti per l’occupazione del suolo pubblico e per le relazioni di servizio oltre le diffide ad adempiere (…)”. E ancora: “ La situazione sarà risolta in modo da ripristinare la legalità”. Richieste di accesso agli atti amministrativi in cui l’avvocata Nunnari avrebbe rappresentato fatti non corrispondenti al vero, determinando nella vittima un grave stato d’ansia per le iniziative giudiziarie e amministrative rappresentatigli e per la volontà espressa di fargli chiudere il suo locale, costringendolo ad alterare le sue abitudini di vita e modificando gli orari di esercizio della propria attività commerciale.
Il diritto alla difesa
L’indagata, assistita dall’avvocato Vitaliano Leone, avrà venti giorni di tempo per chiedere si essere sentita dai pubblici ministeri, rilasciare dichiarazioni spontanee, depositare memorie difensive e compiere ogni altro atto utile per l’esercizio del diritto di difesa. Terminata questa fase, la Procura potrà chiedere l’archiviazione o formulare la richiesta di rinvio a giudizio per la professionista, fermo restando il principio di non colpevolezza.













