2 Luglio 2026
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Raffica di controlli dei Carabinieri nel Vibonese, Codice Rosso ad Acquaro. Lite tra fratelli e minacce a Mileto

L'Arma stringe le maglie sulle autorizzazioni e sulla regolare custodia dei fucili e delle munizioni. Tre interventi mirati portano al ritiro cautelare del materiale balistico e all'attivazione delle procedure di Codice Rosso

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Il Comando Provinciale dei Carabinieri di Vibo Valentia ha impresso un’importante accelerazione alle attività di controllo del territorio, concentrando l’attenzione sul delicato comparto della regolare detenzione di armi e munizioni. L’azione preventiva, volta a sventare potenziali pericoli per la sicurezza pubblica, si è sviluppata attraverso tre distinti interventi che hanno interessato diverse aree della provincia. Al termine delle verifiche, i militari hanno proceduto al ritiro cautelare di un cospicuo quantitativo di armi e munizioni, provvedendo a deferire in stato di libertà tre persone alla Procura della Repubblica di Vibo Valentia.

Il primo episodio ha avuto luogo nel comune di Filandari, dove i Carabinieri della locale Stazione hanno denunciato un uomo ritenuto responsabile dei reati di detenzione abusiva e porto abusivo di armi. Durante le verifiche amministrative, i militari hanno accertato che il soggetto aveva trasferito un fucile semiautomatico e una pistola semiautomatica presso la sua nuova residenza. Il trasloco dei dispositivi balistici era avvenuto però utilizzando un titolo autorizzativo ormai scaduto e senza formalizzare la preventiva e obbligatoria comunicazione prescritta dalla legge. L’operazione si è conclusa con il ritiro cautelare del fucile, della pistola e di circa novanta cartucce.

Tensioni tra le mura domestiche: scatta il Codice Rosso ad Acquaro

Il secondo intervento, eseguito nel territorio di Acquaro dai Carabinieri della Stazione di Arena, ha lambito lo scenario ben più grave dei reati relazionali e di genere. I militari sono intervenuti presso un’abitazione privata a seguito di una segnalazione, procedendo alla denuncia di un uomo per l’ipotesi di reato di maltrattamenti in famiglia.

La ricostruzione dei fatti si è basata sulle dichiarazioni fornite dalla moglie, la quale ha riferito di aver subito negli ultimi mesi reiterate condotte di controllo coercitivo e pesanti pressioni psicologiche da parte del consorte. Tali vessazioni avrebbero indotto la vittima ad abbandonare persino la propria attività lavorativa, facendola precipitare in un perdurante stato di ansia e di timore per l’incolumità personale. A tutela della donna, i Carabinieri hanno immediatamente attivato i canali d’urgenza previsti dal protocollo del Codice Rosso e hanno contestualmente ritirato in via cautelare tutte le armi legittimamente detenute dal marito, insieme al relativo titolo di polizia.

Lite tra fratelli e minacce di morte nel comune di Mileto

L’ultimo filone d’indagine ha visto impegnati i Carabinieri della Stazione di Mileto, i quali hanno deferito un uomo per l’ipotesi di reato di minaccia aggravata. L’attività investigativa è scaturita dalla denuncia formale presentata da un pensionato del luogo, vittima di un gravissimo episodio di intimidazione.

Secondo quanto ricostruito dall’Arma, l’anziano sarebbe stato minacciato di morte dal proprio fratello al culmine di un acceso diverbio scaturito da vecchi e mai risolti dissidi di natura familiare. Anche in questa circostanza, l’applicazione rigorosa delle norme di pubblica sicurezza ha spinto i militari a operare l’immediato ritiro preventivo di tutte le armi e delle munizioni che l’indagato custodiva regolarmente in casa. Gli accertamenti sono tuttora in corso da parte degli inquirenti per ricostruire nel dettaglio i pregressi e definire l’esatta dinamica della vicenda.

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