17 Ottobre 2026
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Reggio Calabria, stretta sull’immigrazione irregolare: 54 espulsioni e 18 respingimenti

Tra i casi segnalati due cittadini turchi condannati per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, un georgiano denunciato per numerosi furti e un tunisino rimpatriato dopo la scarcerazione

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Diciotto respingimenti alla frontiera e 54 provvedimenti di espulsione nell’arco di poco più di quattro mesi. È il bilancio delle attività condotte dall’Ufficio Immigrazione della Questura di Reggio Calabria da giugno a oggi, nell’ambito del rafforzamento dei controlli sulla regolarità della presenza dei cittadini stranieri sul territorio nazionale.

Le verifiche hanno interessato diversi punti della città, dal porto di Reggio Calabria al Lido Comunale, e hanno portato anche al trasferimento di alcune persone nei Centri di permanenza per i rimpatri (CPR).

Tra i destinatari dei provvedimenti figurano cittadini stranieri irregolari con precedenti di polizia, persone già condannate per reati e soggetti ritenuti pericolosi per l’ordine e la sicurezza pubblica.

Lo sbarco del 5 ottobre: 18 respingimenti e ordini di lasciare l’Italia entro sette giorni

Uno degli interventi più significativi risale al 5 ottobre 2026, in occasione dell’arrivo di cittadini stranieri al porto di Reggio Calabria.

Durante le attività di controllo sono stati adottati 18 provvedimenti di respingimento alla frontiera. Ad altrettante persone sono stati notificati 18 ordini del Questore di lasciare il territorio nazionale entro sette giorni.

Si tratta di provvedimenti amministrativi adottati nell’ambito delle verifiche sulla posizione degli stranieri giunti in città.

Controlli al Lido Comunale: identificato un uomo con diversi alias, trasferito al CPR di Bari

L’attività degli operatori dell’Ufficio Immigrazione si è estesa anche al Lido Comunale di Reggio Calabria, dove sono state controllate le posizioni amministrative di circa dieci cittadini stranieri.

Nel corso degli accertamenti è stato individuato un uomo che, secondo quanto emerso dalle verifiche, risultava identificato anche attraverso numerosi alias. La sua presenza sul territorio nazionale è risultata irregolare. A suo carico figuravano inoltre diversi precedenti di polizia per reati contro il patrimonio e contro la persona. Per l’uomo è stato disposto l’accompagnamento al Centro di permanenza per i rimpatri di Bari, dove sono proseguite le procedure amministrative finalizzate al rimpatrio.

Due cittadini turchi rimpatriati dopo le condanne per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina

Tra le persone raggiunte dai provvedimenti di allontanamento figurano anche due cittadini di nazionalità turca.

Entrambi erano stati detenuti negli istituti penitenziari del territorio reggino, dove avevano scontato una condanna per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Dopo la scarcerazione, sono stati accompagnati alla frontiera e rimpatriati. Più in generale, tra i cittadini stranieri espulsi figurano diversi soggetti precedentemente deferiti all’autorità giudiziaria per violazioni delle norme sull’immigrazione e per reati contro la persona o il patrimonio.

Il caso del cittadino georgiano: denunciato per numerosi furti, rintracciato dopo essersi reso irreperibile

Un altro intervento ha riguardato un cittadino georgiano, già deferito all’autorità giudiziaria in relazione a numerosi furti commessi in diverse località italiane. L’uomo era stato destinatario di un provvedimento di espulsione, ma successivamente aveva fatto perdere le proprie tracce. Gli operatori dell’Ufficio Immigrazione sono riusciti a rintracciarlo e hanno quindi eseguito l’accompagnamento alla frontiera per il rimpatrio.

Otto stranieri senza documenti trasferiti nei Centri per i rimpatri

Particolare attenzione è stata dedicata anche a otto cittadini stranieri irregolarmente presenti in Italia, privi di documenti di riconoscimento regolari. Secondo le valutazioni riportate nell’ambito delle attività di controllo, si trattava di persone ritenute pericolose per l’ordine e la sicurezza pubblica. Gli otto sono stati accompagnati presso diversi Centri di permanenza per i rimpatri distribuiti sul territorio nazionale, per consentire lo svolgimento delle procedure previste.

Tunisino rimpatriato dopo la scarcerazione: tra le vicende giudiziarie anche un tentato omicidio

Tra i casi evidenziati figura quello di un cittadino tunisino, trasferito in un CPR dopo essere stato scarcerato. La sua posizione giudiziaria era legata a vicende riguardanti minaccia e resistenza a pubblico ufficiale, danneggiamento, incendio, lesioni personali e tentato omicidio doloso in concorso. Dopo il trattenimento nella struttura, le procedure si sono concluse con il rimpatrio dell’uomo.

Condannato per violenza sessuale, violenza privata e truffa: cittadino pakistano trattenuto in un CPR

Un ulteriore provvedimento ha interessato un uomo di origine pakistana, già condannato per violenza privata, violenza sessuale e truffa. Anche in questo caso è stato disposto il trattenimento presso un Centro di permanenza per i rimpatri, necessario per completare gli adempimenti amministrativi finalizzati al suo allontanamento dal territorio nazionale. Per questa posizione, le informazioni diffuse indicano il trattenimento nel CPR, senza precisare se il rimpatrio sia già stato eseguito. Il bilancio delle attività dell’Ufficio Immigrazione di Reggio Calabria resta dunque quello di 54 espulsioni e 18 respingimenti da giugno al 17 ottobre 2026, nell’ambito dei controlli rafforzati sulla regolarità della presenza dei cittadini stranieri.

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