8 Agosto 2026
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Rissa fra giovani vicino a una discoteca nel Cosentino, scattano sette divieti di tornare nel luogo dell’aggressione

I provvedimenti sono stati adottati per prevenire nuovi episodi di violenza e tutelare la sicurezza urbana

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La sequenza di eventi risale alle prime ore del 26 luglio scorso, quando un brusco confronto tra due fazioni di giovani è sfociato in una serie di violente aggressioni nella zona urbana di Corigliano, a Corigliano-Rossano. I disordini si sono sviluppati nelle immediate vicinanze di una nota discoteca del litorale cosentino, trasformando una serata di svago in un episodio di grave turbamento dell’ordine pubblico. Gli scontri hanno causato apprensione tra i numerosi presenti, configurando una situazione di concreto rischio per la sicurezza collettiva e l’incolumità dei frequentatori del locale.

Le indagini e i provvedimenti della Questura

L’intervento d’iniziativa del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Corigliano-Rossano ha permesso di ricostruire in tempi rapidi la dinamica dei fatti e di identificare i partecipanti alle rissa. Successivamente, gli accertamenti condotti in sinergia con la Divisione Polizia Anticrimine della Questura di Cosenza hanno portato il Questore della Provincia di Cosenza all’adozione di misure preventive rigide. Sono stati infatti emessi sette provvedimenti di Divieto di accesso alle aree urbane (D.A.C.U.R.) a carico di altrettanti soggetti residenti nei comuni di Corigliano-Rossano e Crosia.

Le motivazioni della misura preventiva

Secondo quanto ricostruito dagli organi inquirenti nel bilancio ufficiale dell’operazione rilasciato dalla Polizia di Stato, i sette destinatari dei provvedimenti si sono resi responsabili di un allarmante comportamento antisociale, generando un serio pericolo per le persone presenti nell’area. L’applicazione del D.A.C.U.R. risponde alla priorità di prevenire il reiterarsi di manifestazioni criminose o episodi di illegalità all’interno di snodi urbani sensibili. Ai soggetti individuati è stato prescritto il divieto assoluto di accesso e stazionamento nelle adiacenze del pubblico esercizio per un periodo compreso tra un anno e, per uno dei partecipanti, due anni.

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