1 Luglio 2026
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Sequestrato e torturato a Catanzaro, Costanzo lascia il carcere e passa ai domiciliari con braccialetto elettronico

Lo ha deciso la Corte di appello che ha accolto l'istanza difensiva per l'uomo accusato del pestaggio di un uomo per una vendetta a sfondo sentimentale

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Passa dal carcere agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico Vitaliano Costanzo, di Catanzaro, accusato insieme ad altri due imputati a vario titolo di tortura, lesioni personali aggravate, sequestro di persona, violenza privata, detenzione illegale di arma comune da sparo e rapina. La prima sezione della Corte di appello di Catanzaro, presidente Giancarlo Bianchi, a latere Ippolita Luzzo e Michele Ciociola, hanno accolto l’istanza formulata dagli avvocati difensori Guido Contestabile, Gregorio Viscomi e Serena Lacaria, sul presupposto dell’affievolimento delle esigenze cautelari, dovute al lungo periodo di carcerazione decorso dall’imputato, in cella dal 21 dicembre 2022.

Costanzo a febbraio scorso è stato condannato a 5 anni e due mesi di reclusione dai giudici di secondo grado, chiamati a pronunciarsi dopo l’annullamento con rinvio della Cassazione sull’aggravante mafiosa, crollata nell’appello bis, con riduzione di pena rispetto ai 6 anni e 9 mesi di reclusione incassati nel precedente giudizio. Quel giorno sono stati condannati anche altri due imputati (LEGGI).

La vendetta

Secondo le ipotesi accusatorie sarebbe stato lui l’artefice di una spedizione punitiva messa in atto per vendicarsi contro chi avrebbe osato avere una relazione con la moglie di Costanzo. Torturato per ore e ore in un luogo appartato, costretto a confessare dopo essere stato minacciato con un coltello e una pistola, preso a calci e a pugni, percosso con un bastone, ridotto in fin di vita, intimorito da coloro che hanno fatto leva anche implicitamente sull’appartenenza al sodalizio di ‘ndrangheta dei Gaglianesi, attivo sul territorio di Catanzaro. Violenze continue, aggressioni inaudite cessate dopo la denuncia della vittima che ha consentito al sostituto procuratore della Dda di Catanzaro Veronica Calcagno, di fare quadrato sui responsabili chiedendo e ottenendo dal gip Chiara Esposito a dicembre del 2022, 4 misure cautelari in carcere notificate dalla Squadra Mobile di Catanzaro.

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