“Divenire presidente del Tribunale della mia città, dove sono nato e ho vissuto fino a 49 anni, è un grande onore ed avverto conseguentemente un carico di responsabilità enorme”. E’ quanto affermato oggi dal neo presidente del Tribunale di Catanzaro Giuseppe Spadaro nel corso del suo insediamento a capo dell’ufficio giudiziario. Durante il suo intervento ha ripercorso la sua esperienza professionale nel distretto giudiziario e anche fuori regione, in particolare a Trento e a Bologna, dove ha trascorso gli ultimi quindici anni. Spadaro ha guidato il Tribunale dei minorenni di Trento, in precedenza in Calabria ha ricoperto il ruolo di pretore e poi ha retto con funzione di presidente una sezione del Tribunale di Lamezia Terme.
Emozione e ringraziamenti
Spadaro ha aggiunto: “So bene che si tratta di un ufficio giudiziario distrettuale con un carico di lavoro notevole, specie se relazionato all’organico dei magistrati e che il turnover dei giovani colleghi crea inevitabilmente non pochi problemi rispetto al già sottodimensionato organico. Nessuno possiede la bacchetta magica, spero di non deludervi”. Il magistrato visibilmente emozionato ha ringraziato chi lo ha preceduto nel ruolo: Rodolfo Palermo, presidente del Tribunale sino al marzo 2025 e Francesca Garofalo, presidente facente funzione. Rivolgendosi all’avvocatura catanzarese, Spadaro ha invitato a recuperare il clima di dialogo che in passato caratterizzava il foro cittadino: “Con il referendum costituzionale spero si sia raggiunto
l’acme di questa scellerata conflittualita’. Credo sia giunto il momento di far riemergere quelle caratteristiche di cui Catanzaro era un emblema in entrambe le categorie. E io sono convinto che proprio da Catanzaro potra’ iniziare un nuovo percorso per l’intera giustizia. Vi prego, siate al mio fianco, uniamoci pur nella diversita’ dei ruoli”. Poi ha concluso: “Proverò a continuare a gestire il tribunale nel solco da voi tracciato con tanto impegno e professionalità” ha evidenziato per poi chiarire le modalità con cui intende gestire l’ufficio giudiziario.










