Diciotto mesi di inibizione e un’ammenda complessiva di 20mila euro: è la sanzione disposta dal Tribunale federale della Figc nei confronti dell’ex calciatore calabrese Giuseppe Sculli, di Simone Pepe e dell’avvocato Alessandro Buccieri. La decisione, secondo quanto riportato dall’agenzia Agi, accoglie la richiesta avanzata dalla Procura federale. La vicenda riguarda la presunta attività di intermediazione nel mercato calcistico che i tre avrebbero svolto qualificandosi come agenti sportivi senza possedere, secondo le contestazioni, i requisiti necessari. Il procedimento federale si inserisce in un caso nato da un’indagine della Procura ordinaria di Roma.
Le contestazioni sull’attività di agente sportivo
Secondo il capo d’imputazione richiamato nella ricostruzione giornalistica, Sculli, Pepe e Buccieri si sarebbero “qualificati falsamente come agenti sportivi”, proponendosi come intermediari e partecipando a una serie di contratti con alcuni calciatori. La Procura federale ha contestato ai tre presunte violazioni dei principi di lealtà, correttezza e probità che regolano i rapporti nell’ambito dell’attività sportiva. Tra gli aspetti oggetto del procedimento figura anche il rispetto delle disposizioni sulla tutela dei minori nei contratti di mandato sportivo.
L’attività contestata avrebbe riguardato operazioni di scouting, assistenza tecnica e intermediazione finalizzate all’acquisizione di mandati e alla conduzione di trattative con società calcistiche.
Il nodo delle abilitazioni e i contratti con i calciatori
Secondo la ricostruzione delle contestazioni, Sculli e Pepe non avrebbero mai conseguito il titolo abilitativo necessario per esercitare l’attività di agente sportivo. Buccieri, invece, lo avrebbe ottenuto soltanto il 15 gennaio 2026. Gli accertamenti avrebbero riguardato anche la promozione di contratti di mandato sportivo tra la società Sp Management Srl e alcuni calciatori, oltre agli accordi tra gli stessi atleti e le società sportive. Secondo l’accusa, i tre avrebbero condotto tali attività presentandosi come agenti sportivi senza averne titolo o potere. Si tratta delle condotte contestate nell’ambito dei procedimenti, alla base delle sanzioni sportive disposte dal Tribunale federale.
Il procedimento davanti alla giustizia sportiva
La decisione del Tribunale federale della Figc arriva dopo il deferimento dei tre soggetti da parte della Procura federale. La sanzione prevede 18 mesi di inibizione, con la conseguente squalifica in ambito sportivo, oltre a un’ammenda di 20mila euro. Al centro del caso resta la contestazione relativa all’esercizio dell’attività di intermediazione senza le abilitazioni richieste e alla presunta violazione dei principi che regolano la condotta dei soggetti operanti nel sistema calcistico.














