15 Ottobre 2026
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Spaccio di droga a Catanzaro, 53enne assolto dall’accusa principale ma condannato per non aver indicato il fornitore

Il Tribunale ha assolto Edoardo Mazza “perché il fatto non sussiste” dalla contestazione sulla marijuana. Condanna per il secondo capo d’imputazione: era accusato di non aver fornito indicazioni su chi gli aveva ceduto la sostanza

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Assolto dall’accusa di detenzione di marijuana destinata a un uso non esclusivamente personale, condannato a due mesi di reclusione, con pena sospesa, per favoreggiamento personale. È il verdetto pronunciato dal Tribunale di Catanzaro nei confronti di E. M., 53 anni di Catanzaro, assistito dall’avvocato Giuseppe Vetrano. La sentenza è stata emessa dalla giudice della prima sezione penale Gabriella Anna Ferraioli. Due gli esiti per altrettante contestazioni relative a fatti risalenti al 23 luglio 2021.

L’accusa sulla marijuana e l’assoluzione

Il primo capo d’imputazione riguardava la detenzione di marijuana che, secondo la Procura, sarebbe stata destinata a un uso non esclusivamente personale. Nella richiesta di rinvio a giudizio, l’accusa richiamava le modalità di presentazione della sostanza, il peso complessivo e il confezionamento. Su questa contestazione il Tribunale ha pronunciato assoluzione “perché il fatto non sussiste”, ai sensi dell’articolo 530 del codice di procedura penale.

La giudice ha inoltre disposto la trasmissione degli atti al prefetto di Catanzaro per le valutazioni di competenza relative all’uso personale di sostanze stupefacenti, richiamando l’articolo 75 del testo unico sulla droga. Ordinata anche la confisca e distruzione della sostanza sequestrata.

La condanna per favoreggiamento

Diversa la decisione sul secondo capo d’imputazione, relativo al favoreggiamento personale. Secondo la contestazione, l’imputato, sollecitato dalla polizia giudiziaria a fornire indicazioni sulla persona che gli aveva ceduto la marijuana, si sarebbe rifiutato di dare elementi utili a identificarla, aiutandola così a eludere le investigazioni. Per questo reato il Tribunale lo ha dichiarato colpevole, condannandolo a due mesi di reclusione, oltre al pagamento delle spese processuali. Riconosciuto il beneficio della sospensione condizionale della pena.

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