la Polizia di Stato di Messina, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Messina, ha dato esecuzione a una nuova ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale peloritano. Otto persone sono indagate a vario titolo per acquisto e cessione di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti, con provvedimenti differenziati: quattro in carcere, due agli arresti domiciliari e due con obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.
Le indagini e i precedenti
Questa nuova ordinanza si inserisce nel solco di un’attività investigativa più ampia coordinata dalla DDA di Messina e condotta dalla Squadra Mobile della Questura. Solo tre settimane prima, il 27 gennaio 2026, era stata eseguita un’ordinanza cautelare nei confronti di 15 indagati per associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti su Messina e provincia.
Le indagini, spiegano gli investigatori, hanno consentito di ricostruire non soltanto la struttura del gruppo criminale sotto osservazione, ma anche una rete di distribuzione articolata con contatti stabili verso fornitori operanti in Calabria e in Sicilia orientale, confermando un modello di traffico interregionale. È stato inoltre accertato il coinvolgimento di soggetti di rilievo nella criminalità organizzata messinese, compresi riferimenti a storici clan-attivi nel territorio, come quello del rione CEP di Messina.
Reparti, supporti e territori
L’esecuzione della misura è avvenuta grazie a un lavoro sinergico tra più reparti della Polizia: la Squadra Mobile di Messina, con il supporto delle Squadre Mobili di Catania e Reggio Calabria. Questo dispositivo investigativo, parte di una cooperazione interprovinciale, riflette il grado di complessità raggiunto dalle indagini, specialmente per quanto riguarda i canali di approvvigionamento e le rotte di distribuzione che superano i confini provinciali.
Le accuse e i profili di rischio contestati
Secondo il quadro accusatorio delineato dalla DDA, gli indagati avrebbero agito nell’ambito di un’attività criminale strutturata per approvvigionarsi, detenere e cedere sostanze stupefacenti a diversi livelli del mercato illecito. L’azione della Polizia si è concentrata sul contrasto di un modello di traffico che non si limita alla sola città ma presenta legami consolidati con altre aree della Sicilia orientale e con la Calabria, territorio noto per le reti di approvvigionamento della cocaina e di altri stupefacenti.









