Si sono conclusi gli esami autoptici sulla salma di Antonio Perrotta, il vigilante di 34 anni tragicamente scomparso a seguito di un’aggressione avvenuta nei pressi di un locale notturno a Sangineto. Dai primissimi rilievi è emerso un quadro clinico caratterizzato da un esteso trauma cranico. Tuttavia, per stabilire con certezza scientifica quanto questo quadro lesivo abbia inciso in maniera determinante sulla morte del giovane, i periti dovranno attendere gli esiti degli ulteriori approfondimenti di laboratorio.
Le indagini e l’incarico alla medicina legale
I rilievi autoptici si sono svolti nella mattinata presso la struttura ospedaliera di Cosenza, nell’ambito dell’inchiesta aperta dalla Procura della Repubblica di Paola per fare piena luce sul drammatico episodio. I magistrati hanno affidato l’incarico peritale all’équipe di medicina legale dell‘Azienda Ospedaliero-Universitaria di Catanzaro, guidata dalla dottoressa Isabella Aquila.












