Si chiude con un’assoluzione piena la vicenda giudiziaria legata al presunto danno erariale sui lavori della Trasversale delle Serre. La Corte dei Conti della Calabria ha rigettato tutte le contestazioni nei confronti dell’ingegnere Vincenzo De Sarro, tecnico dell’Anas e direttore dei lavori di un tratto dell’infrastruttura tra Argusto e Serra San Bruno. La Procura contabile gli contestava una quota di responsabilità pari a circa 4 milioni di euro nell’ambito di un procedimento complessivo da oltre 18 milioni e mezzo, relativo alla gestione del tronco IV e IV bis della Trasversale.
L’accusa: varianti, proroghe e aumento dei costi
Secondo l’impostazione accusatoria, durante l’esecuzione dei lavori sarebbero state autorizzate varianti in corso d’opera, proroghe e differimenti che avrebbero modificato in maniera sostanziale gli accordi originari, determinando un aggravio economico per le casse pubbliche. La Procura sosteneva che si fosse preferito ricorrere a mediazioni economiche e accordi bonari invece di procedere con il riappalto dell’opera. Nel mirino anche il presunto mancato controllo da parte del Rup e del direttore dei lavori, accusati di non avere adeguatamente segnalato le criticità emerse durante il cantiere.
La svolta con la perizia tecnica
Nel corso del giudizio, la Corte dei Conti ha disposto una Consulenza Tecnica d’Ufficio, affidata al presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Catanzaro, ingegnere Cuffaro. La perizia, condivisa poi dai giudici contabili nella sentenza finale, avrebbe escluso responsabilità a carico dell’ingegnere De Sarro, riconoscendo la correttezza della sua attività tecnica e amministrativa.
La Corte: “Varianti legittime e utili”
Nelle motivazioni della sentenza, la Corte evidenzia come “nessun rilievo possa essere mosso” nei confronti di De Sarro riguardo alla predisposizione delle due perizie di variante tecniche e suppletive. Secondo i giudici, tali modifiche erano non solo legittime ma anche utili per la prosecuzione dell’opera, così come legittima sarebbe risultata la proroga dei termini di ultimazione dei lavori.
“Segnalò le criticità all’Anas”
Un altro passaggio decisivo riguarda le comunicazioni inviate dal direttore dei lavori agli uffici legali di Anas. La Corte sottolinea infatti che De Sarro aveva trasmesso una dettagliata relazione nella quale indicava i soggetti ritenuti responsabili delle criticità che avevano rallentato l’opera, chiedendo anche l’attivazione di un contenzioso. Una richiesta che, però, secondo quanto emerge dalla sentenza, non avrebbe ricevuto alcun riscontro da parte dell’ente.
Rigettata la richiesta della Procura
Alla luce delle argomentazioni difensive presentate dall’avvocato Alfredo Gualtieri, legale dell’ingegnere De Sarro, la Sezione giurisdizionale della Corte dei Conti della Calabria ha quindi respinto integralmente le richieste della Procura contabile. Non solo: i giudici hanno disposto anche la condanna alle spese di lite poste a carico dell’Anas.








