5 Agosto 2026
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Il giudice di Catanzaro: “No al divieto di avvicinamento con braccialetto elettronico. Per l’avvocato Nunnari obbligo di firma”

La professionista è indagata per stalking nei confronti di due commercianti del capoluogo

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Si affievolisce la misura cautelare per l’avvocato del foro di Catanzaro Concetta Nunnari, destinataria del divieto di avvicinamento con braccialetto elettronico per stalking (LEGGI) nei confronti di due imprenditori della città. Il gip del Tribunale di Catanzaro Giada Lamanna ha disposto l’obbligo di firma per la professionista 59enne, all’esito dell’interrogatorio di garanzia avvenuto giovedì scorso. Accolta la richiesta del difensore Vitaliano Leone, che nell’aula a porte chiuse aveva chiesto in prima battuta la revoca della misura cautelare e in subordine una misura più gradata, mentre il pm aveva espresso parere contrario. Durante l’interrogatorio di garanzia l’avvocata aveva risposto a tutte le domande del giudice per due ore e mezzo, spiegando la sua versione dei fatti e proclamandosi innocente e la difesa aveva prodotto una cospicua documentazione a sostegno dell’estraneità dei fatti della sua assistita, comprensiva di venti video, uno dei quali, ritrarrebbe uno due commercianti lasciare bottiglie sotto il locale, immagini che parlerebbero anche di molestie subite dall’indagata. Prodotte le multe elevate nei locali e carte a sostegno delle mancate autorizzazioni per l’intrattenimento musicale.

Secondo le ipotesi accusatorie la professionista avrebbe minacciato di ritorsioni e offeso con strumenti informatici e telematici i due commercianti, uno dei quali (difeso dall’avvocato Vincenzo Maiolo Staiano), in maniera reiterata, contattando il personale della Polizia Locale per verificare la regolarità delle autorizzazioni del locale di proprietà della parte offesa. E nelle carte dell’ordinanza sono documentate oltre 20 chiamate alle Forze dell’ordine, secondo il castello accusatorio spesso strumentali, finalizzate alla chiusura del locale. Ma gli atti persecutori non sarebbero finiti qui. La professionista avrebbe inoltrato molte volte richiesta di accesso agli atti per ottenere la documentazione relativa all’attività lavorativa dei commercianti e affacciandosi dal balcone della propria abitazione, che dà sul locale, avrebbe insultato anche i clienti, servendosi dei social per minacciare i commercianti. Sono due le ipotesi di stalking contestate dalla Procura (LEGGI)

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