1 Luglio 2026
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Sanità piegata a fini personali alla Dulbecco di Catanzaro, Macrì si difende: “Non ho truffato alcun paziente”

Il medico dichiara di aver appreso dalla testata on line Calabria7 l'avviso di conclusione indagini a suo carico, sostenendo una verità diversa rispetto a quella che emerge agli atti dell'inchiesta

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Il medico Vincenzo Roberto Macri, in relazione all’articolo pubblicato da Calabria7 (LEGGI), in data 30 giugno 2026, dichiara di aver appreso dalla nostra testata di essere destinatario di un avviso di conclusione delle indagini, negando un suo coinvolgimento in un sistema organizzato per “truffare i pazienti” . L’ortopedico diversamente da quanto scritto nero su bianco nel 415bis vergato dalla Procura di Catanzaro sostiene che “la circostanza non trova alcun riscontro negli atti di indagine, attesa l’inesistenza di contestazioni circa una presunta truffa in danno di pazienti non meglio individuati, né pazienti figurano tra le persone offese dei reati contestati, né  risulta essere stata sporta alcuna querela da parte di pazienti del sottoscritto i quali, al contrario, affermano tutti di essere stati regolarmente e accuratamente visitati, manifestando soddisfazione per le prestazioni ricevute. Ciò al pari delle migliaia di pazienti visitati, negli anni interessati dalle indagini, dal sottoscritto, stimato professionista, molto noto anche nell’ambiente giudiziario catanzarese per avere curato magistrati (anche dell’Ufficio di procura), personale amministrativo e Forze dell’ordine”.

Siamo certi che saprà dimostrare la sua estraneità ai fatti nelle sedi opportune il professionista che aggiunge: ” non solo, all’esito della perquisizione e degli ulteriori accertamenti bancari, non è stata rinvenuta nella mia disponibilità  alcuna somma di denaro ipoteticamente riconducibile a proventi illeciti, quanto l’ostinato, tardivo tentativo dei pubblici ministeri di ottenere l’applicazione, a mio carico, di misure cautelari di natura patrimoniale,  è naufragato per 

il rigetto integrale del gip il quale, nell’occasione, giudicava errata la formulata imputazione, trovando sul punto conferma in consolidati principi espressi dalla Suprema Corte anche in occasione di ulteriori ricorsi proposti dai pubblici ministeri nello stesso procedimento, parimenti  rigettati e/o dichiarati inammissibili.  Inspiegabile, inoltre, la notifica di un ulteriore avviso di conclusione indagini a tutti gli indagati i quali, già nel dicembre 2025, avevano ricevuto analogo avviso, con conseguente  allungamento  dei tempi del procedimento, già abbondantemente avviato verso la prescrizione”.  

                              

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