Il futuro della rete regionale per la gestione delle sindromi coronariche acute torna al centro della polemica. A intervenire è il Comitato Spontaneo a Tutela della Salute, che contesta le scelte della Regione Calabria sull’organizzazione dell’emodinamica e punta l’attenzione soprattutto sui presidi di Polistena e Locri. Il comitato sostiene che i due ospedali siano rimasti fuori dalla rete dell’emergenza-urgenza per le sindromi coronariche acute e chiede risposte sulla realizzazione delle sale di emodinamica più volte annunciate.
“Se ti viene un infarto in Calabria, quanto devi aspettare?”
È questa la domanda provocatoria scelta dal Comitato per aprire il proprio intervento, rivolgendosi direttamente al presidente della Regione Roberto Occhiuto. “Se ti viene un infarto in Calabria, Quanto devi aspettare per essere salvato? C’è da temere cari cittadini“, si legge nel documento. Nel mirino finiscono in particolare Polistena e Locri, che secondo il comitato “vengono lasciate fuori dalla rete di emergenza urgenza per la sindrome coronaria acuta”.
Da qui la richiesta di sapere quando saranno effettivamente realizzate le strutture di emodinamica annunciate negli anni scorsi: “Quando sarà costituita la sala per l’emodinamica più volte promessa sia a Locri che a Polistena?”.
Il nodo dei tempi nelle emergenze cardiache
La principale critica riguarda il fattore tempo nella gestione dell’infarto. “Perché quando arriva un infarto non c’è tempo da perdere. Non ci sono équipe da aspettare. Non ci sono minuti da regalare”, afferma il comitato, che richiama la necessità di garantire interventi tempestivi nei casi di sindrome coronarica acuta.
Nel documento viene indicata la soglia dei 90 minuti come intervallo decisivo per il trattamento dell’infarto. Il comitato sostiene quindi che “in questi 90 minuti si deve necessariamente intervenire” e chiede alla Regione di chiarire concretamente dove sarà garantita l’emodinamica 24 ore su 24.
“Cittadini di serie A e cittadini di serie B”
Il Comitato Spontaneo a Tutela della Salute critica inoltre il rischio di disparità territoriali nell’accesso alle cure. “Avete creato cittadini di serie A e cittadini di serie B”, accusa il comitato, ponendo il problema della distanza tra i pazienti e gli hub di riferimento. La domanda rivolta alle istituzioni è diretta: quando un paziente colpito da infarto si trova a molti chilometri da un centro hub, “come gli salverete la vita?”.
Secondo il comitato, la questione non può essere valutata esclusivamente in termini organizzativi, perché riguarda direttamente la possibilità di ricevere cure tempestive in caso di emergenza.
Critiche all’emodinamica itinerante
Nel mirino finisce anche il modello delle équipe itineranti di emodinamica, recentemente indicato dalla Regione come strumento per rafforzare la rete cardiologica calabrese. “L’emodinamica itinerante può servire non nell’emergenza, può servire per patologie cardiache differibili dove il tempo non gioca un ruolo salvavita”, sostiene il comitato, che individua quindi una distinzione tra attività programmabili e gestione delle emergenze.
Il messaggio viene sintetizzato in una frase particolarmente netta: “Il cuore nella sindrome coronaria acuta non aspetta. L’infarto non aspetta. La morte non aspetta“.
L’appello ai sindaci della Piana
Il comitato rivolge infine un appello diretto ai sindaci della Piana, chiedendo un’iniziativa istituzionale immediata. “Convocatevi subito“, è la richiesta contenuta nel documento.
L’invito è quello di mettere momentaneamente da parte “sagre, passerelle e inaugurazioni” per concentrarsi sulla tutela del diritto alla salute dei cittadini. “Qui c’è una cosa molto più importante da difendere: il diritto dei vostri cittadini ad essere salvati quando stanno male e rischiano la morte”, afferma il Comitato Spontaneo a Tutela della Salute.
“Si muore per mancata sanità”
La parte conclusiva del documento assume i toni di una vera e propria denuncia politica e sociale. “Si muore per mancata sanità!“, scrive il comitato, chiamando in causa anche chi, secondo i promotori, dovrebbe denunciare le criticità ma non lo farebbe. “Tutti siamo colpevoli. Il nostro silenzio è colpevole”, conclude il Comitato Spontaneo a Tutela della Salute, chiedendo che il confronto sulla rete dell’emergenza cardiologica venga affrontato con la massima urgenza.












