Nel comune di Terranuova Bracciolini, in provincia di Arezzo, sono stati restituiti ieri alla comunità due beni sottratti alla ‘ndrangheta e assegnati al Comune dall’agenzia nazionale dei beni confiscati. Si tratta di una villetta completamente ristrutturata che sarà destinata ad alloggio per fronteggiare situazioni di emergenza abitativa e un capannone che ospiterà l’archivio del comune e la rimessa dei mezzi della protezione civile.
Intitolazione alle vittime di ‘ndrangheta
Ieri c’è stata l’inaugurazione dei due edifici e la cerimonia di intitolazione della villetta alla famiglia Nencioni, vittime della strage di via dei Georgofili di Firenze, e l’intitolazione del capannone a Giuseppe Valarioti, giovane amministratore pubblico, che ha pagato con la vita la lotta contro la ‘ndrangheta. I due edifici sono stati oggetto di importanti interventi di adeguamento e ristrutturazione resi possibili grazie ad un finanziamento di 710 mila euro della regione toscana dedicato proprio a favorire il pieno riutilizzo dei beni confiscati alla criminalità.
“Si concretizza oggi un passo molto atteso, un segnale di legalità e di lotta alle mafie. Questi immobili, nati grazie al riciclo dei ricavi connessi alle attività illegali e alla criminalità, verranno destinati fin dai prossimi giorni per funzioni sociali. Sono invece gli enti locali, come Terranuova Bracciolini che li mettono a disposizione dei cittadini e li trasformano in presidi di legalità”, ha dichiarato l’assessore regionale alla legalità Stefano Ciuoffo, durante l’inaugurazione degli immobili.
“Il sacrificio quotidiano delle forze dell’ordine – ha proseguito l’assessore – e di giustizia per il contrasto alle mafie deve essere valorizzato. Regione Toscana ha messo a disposizione dei comuni risorse proprie di bilancio per restituire alle comunità questi beni. Diamo concretezza ai principi e ai valori della legalità, con lo sguardo rivolto alle nuove generazioni”.
All’evento pubblico, affollato e segnato dalla commozione e dalla presenza della comunità e di diverse associazioni come Libera, erano inoltre presenti rappresentanti istituzionali dei comuni del Valdarno e della provincia di Arezzo, la prefetta di Arezzo e Luigi Dainelli, presidente dell’associazione dei familiari delle vittime della strage dei Georgofili, oltre a Don Bigalli di Libera Toscana. I due immobili inaugurati sono i primi due beni confiscati nel territorio del Valdarno, una confisca che risale agli anni ’90 alla famiglia Priolo, originaria della provincia di Reggio Calabria.
Foto: Valdarno 24


















